LA STORIA

Sorta probabilmente nel VII sec., ricordata la prima volta nel IX in una lettera di Giovanni VIII a Ludovico II, l'abbazia di Pomposa nel 981 era alle dipendenze del monastero di San Salvatore di Pavia. Alla fine del sec. X passava sotto la giurisdizione temporale degli Arcivescovi di Ravenna; poi Ottone III le conferì il titolo di Abbazia reale. Agli inizi del sec XII tornò agli Arcivescovi ravennati, i quali grazie a privilegi imperiali e pontefici, accrebbero l'importanza dell'Abbazia. L'abate esercitava un'estesa giurisdizione ecclesiastica e civile e dettava sentenze secondo gli statuti pomposiani. Ma fin dal sec. XIII il clima divenne malsano e all'inizio del '500 l'abbazia, già nel corso del secolo precedente ridotta a commenda, vide quasi tutta la famiglia monastica trasferirsi a San Benedetto in Ferrara. Passò in seguito a proprietà privata e fu trasformata in azienda agricola, finché alla fine dell' '800 lo Stato ne rivendicò la proprietà della parte monumentale. Ebbe da allora importanti lavori di restauro.