Amore

In Botticelli l'Eros non è esclusivamente concepito nella sua accezione più sensuale, ma come principio attivo dell'amore ("spiritus amoris") è assimilabile all'immagine biblica dello spirito creatore che soffia sulle acque primordiali ("spiritus ferebatur super aquas", Heptaplus, III, 2). E l'atteggiamento stesso della dea nella "Nascita", nella posa della "Venus pudica", esprime la duplice natura dell'amore, sensuale e casto, di cui i ministri della dea rappresentano, separatamente, aspetti diversi e complementari.

Egli inoltre aveva presente le teorie neoplatoniche di Ficino e Pico della Mirandola, nelle quali il tema dell'amore e della dea Venere avevauna parte importante. Poliziano, però, si discosta si discosta un poco dai maestri della scuola neoplatonica. Ficino, ad esempio, teorizzava l'amore come forza nobile e vitale, distinguendo fra tre tipi di amore ( Amore divino, proprio della mente umana; Amore umano, proprio dell'anima; e Amore bestiale, proprio dei sensi, e vera follia ). Egli corrispondentemente, applicando un modello di Platone, distingueva fra due Veneri, la Venere celeste, figlia di Urano, protettrice dell'amore divino; e la Venere volgare, figlia di Giove e Dione, protettrice e ispiratrice dell'Amore umano.