Champollion e la Stele di Rosetta

Le lunghe iscrizioni egizie incise o dipinte sulle pareti dei templi , delle piramidi, degli obelischi o sui rotoli di papiro rimasero indecifrabili fino a oltre un secolo e mezzo fa.

Durante la spedizione di Napoleone in Egitto un ufficiale francese trovò presso la città di Rosetta, sul delta del Nilo, una stele di basalto nero incisa in tre diverse scritture: geroglifica, demotica ( geroglifica semplificata ) e greca. La stele (img), che risale al 196 a.C., è ora conservata al British Museum di Londra. Dal confronto tra il testo greco e il testo egizio fu possibile allo studioso francese J. F. Champollion risolvere nel 1822 l'enigma della scrittura geroglifica.

Già a partire dal 1804, quando frequentava il liceo imperiale di Grenoble, Champollion si interessa ai geroglifici, studia il latino, il greco, l' ebraico, l' arabo, il siriaco, il persiano, il sanscrito, il cinese e il copto. Nel 1822 espone la sua teoria relativa all' alfabeto fonetico impiegato dagli Egizi. Comprende che l'ordine di lettura  va da destra a sinistra e dall'alto in basso e riconosce i nomi di Tolomeo V e di Cleopatra in due cartigli sulla parte superiore della stele di Rosetta. A partire da questa scoperta  potè decifrare il resto del testo.