Breve storia del fumetto

Alcuni studiosi fanno risalire l'origine del fumetto addirittura alla preistoria, quando gli uomini, che ancora non conoscevano la scrittura, incidevano sulle pietre disegni (img) che rappresentavano episodi e momenti significativi della loro vita. Tra i possibili antenati del fumetto ci sono poi i geroglifici egizi (img), che sono appunto combinazioni di parole e immagini, le tabulae satiriche dei romani e la stessa Colonna Traiana (img), che racconta in una sorta di lunga striscia scolpita a bassorilievo le vittorie dell'imperatore sui Daci. Nel Medioevo, la Biblia Pauperum (img) raccontava i principali episodi della vita di Cristo con immagini intercalate da versetti. Nell'arazzo di Bayeux (img) la conquista dell'Inghilterra da parte dei normanni è raccontata su una tela di circa 70 metri con una tecnica molto simile al fumetto attuale. Qualcuno cita le Images Populaires (img) nate in Francia durante la Rivoluzione del 1789, che rappresentavano momenti di vita prima e dopo la Rivoluzione e, nell'Ottocento, il pittore spagnolo Francisco Goya narra le gesta del frate di Zadilvia, che affronta e disarma il feroce bandito El Marangoto, in una successione di sei quadri, sceneggiando i vari momenti come in una striscia disegnata. Ma gli antenati del fumetto si possono trovare anche fuori dell'Europa: in una pagina del Codice Mendoza (img), che rappresenta le usanze degli aztechi prima della conquista spagnola del Messico, le parole sembrano uscire, come riccioli e nuvolette, dalle bocche dei parlanti.

Molto più recente è la nascita del fumetto moderno.