Pelle

La pelle si conserva a lungo mantenendo il suo aspetto originale, ma per scrivere se ne può usare solo il lato del pelo e, se la lavorazione è imperfetta, è spiacevole da maneggiare ed emana un odore acre; i rotoli del Mar Morto (img), trovati per caso nel deserto della Giudea, sono i più famosi documenti su pelle rimasti dei tempi antichi. La pelle costituisce il supporto di protoscritture come i pittogrammi degli Esquimesi (img) e degli indiani d'America. Di questi ultimi sono tipiche le fasce di pelle di cervo, wampum, istoriate per ricordare avvenimenti storici o per comunicare messaggi privati, come i motivi astratti prodotti dalle ragazze per i loro innamorati. Quando le pittografie richiedono maggior spazio, vengono eseguite su pelli di bisonte, ove i segni sono spesso dipinti a spirale (img); pittografie di questo genere si notano anche nell'interno di mantelli dei guerrieri.(img) Sul vello dei cervi scrivevano anche i Maya, impiegando un sistema di scrittura diverso da quello destinato alle iscrizioni sulla pietra o sulla giada