Pergamena

Anche se nella terminologìa corrente tutte le pelli per scrivere sono dette pergamene, la vera pergamena è fatta con pelle di pecora trattata con una tecnica particolare che le conferisce una superficie levigata e leggermente granulosa, in grado di assorbire l'inchiostro al punto giusto. Su di essa è possibile scrivere con la penna d'oca che offre possibilità molto superiori al rozzo pennello di giunco che veniva usato sul papiro. La pelle di animali era usata per scrivere fin dai tempi più antichi, ma fu l'aumentato fabbisogno che indusse a migliorarne le tecniche di preparazione e di conservazione. La definitiva adozione della pergamena come superficie universale per scrivere ha dato origine al codice, antenato del libro moderno. Nel mondo occidentale essa fu il normale supporto scrittorio per circa un millennio, fino a quando non fu soppiantata dalla carta. Ancora oggi la pergamena ha un ruolo importante nel rituale ebraico e tutte le sinagoghe hanno i loro rotoli della "torah"(img) in pergamena.

Come si prepara la pergamena

Dopo essere stata lavata in acqua corrente, la pelle dell'animale viene trattata con una soluzione alla calce, dove rimane a macerare fino a 10 giorni. Se ne eliminano poi accuratamente gli eventuali residui di carne e di pelo e la si sottopone a un altro identico trattamento, al termine del quale viene tesa su un'intelaiatura ricoperta di gesso per assorbire l'eccesso di grasso e la si lascia asciugare. Dopo averla ulteriormente raschiata (img) con una lama ricurva, mentre è ancora sul telaio, viene tolta e tagliata a misura. Della pergamena si possono usare entrambi i lati per scrivere; inoltre essa è duratura e può essere utilizzata più volte nel tempo. Il testo scritto precedentemente viene semplicemente lavato o grattato via e si procede alla nuova scrittura. Grazie a tecniche raffinate oggi siamo in grado di leggere anche i testi più vecchi e cancellati, che erano stati considerati ormai perduti.

La penna d'oca

Le migliori penne naturali sono quelle d'oca. Vengono scelte tra le cinque prime penne remiganti di un grosso volatile, di preferenza quelle dell'ala sinistra; essendo per natura curvate, infatti, le penne delle ali destre risultano adatte soltanto ai mancini. La penna d'oca viene messa a bagno per molte ore per essere rammollita, poi viene fatta seccare e indurire nella sabbia calda. A questo punto può essere appuntita con un coltello. Il taglio viene effettuato in vari momenti. Si taglia di sbieco la punta della penna; si pratica un'incisione a metà condotto; si forma il becco pareggiando le due parti e, se la parte inferiore del becco è troppo concava, la si appiattisce, raschiando la punta. Infine, per dar forma alla punta, la si posa su una superficie dura e liscia.

Origine del nome

Plinio il Vecchio racconta che l'invenzione della pergamena, o della pelle da scrivere, fu il risultato di una rivalità fra Eumene II di Pergamo, nell'Asia Minore, e Protolemo d'Egitto, fra il 197 e il 158 a.C., a causa della grande e crescente reputazione di Pergamo come centro di erudizione. Il geloso Protolemo - si dice -  tagliò i rifornimenti di papiro da cui dipendevano gli scrivani di Eumene e quest'ultimo fu obbligato a cercare alternative. Così ancora oggi la parola "pergamena" ci ricorda la rivendicazione di Pergamo di averla inventata.

I codici

L'affermarsi della pergamena come supporto segna un doppio e decisivo progresso: da un lato consente l'uso della penna d'oca, che offre possibilità molto superiori al rozzo pennello di giunco, dall'altra i fogli potevano essere raccolti e cuciti tra loro. Il codex, l'antenato del nostro libro, era costituito da fogli sovrapposti e rilegati, molto più facili da consultare degli ingombranti rotoli di papiro. La Chiesa fu nel Medioevo la principale committente di libri manoscritti (img), per lo più copie della Bibbia e di volumi per i servizi religiosi; a partire dal IX o X secolo ogni abbazia, ogni monastero possiede uno scriptorium in cui i manoscritti venivano copiati, decorati e rilegati; i monaci copisti (img) diventano artisti calligrafi, alluminatori, miniaturisti (img), e le loro opere capolavori. Alla fine del XII secolo il quasi totale monopolio ecclesiastico vacilla e gli scrivani laici, che collaboravano con i monaci, cominciano a poco a poco a organizzarsi in corporazioni. Intanto con la diffusione dell'alfabetizzazione anche la classe mercantile e borghese richiede libri in numero crescente. Ma fino all'introduzione della stampa, nel '400, ogni libro deve essere pazientemente scritto a mano.(img)