Misurare il tempo: il calendario

Con i primi insediamenti stabili e la nascita dell'agricoltura, rendersi conto dell'avvicendarsi delle stagioni divenne una necessità e la gente dovette imparare a tener conto del trascorrere del tempo. Il calendario permetteva di fare previsioni per la semina e per i raccolti, e per determinare il ritmo dei lavori nei campi. Il calendario però non poteva essere affidato alla memoria, e le tacche e isegni, necessari a misurare il passare dei giorni, sono stati tra le prime forme di scrittura. In Mesopotamia, in Egitto e in Cina calendari affidabili si ebbero soltanto con lo sviluppo di un'efficiente astronomia. Nell'America Centrale i Maya, grandi astronomi e abili matematici,. produssero un calendario astronomico, complesso ma esattissimo.

Il calendario Maya

I Maya erano addirittura ossessionati dal conteggio del tempo. Quasi tutti gli altari, le stele e le lastre incise dai Maya hanno per oggetto il tempo, tanto che un centro maya è una specie di enorme calendario. Come altri popoli, a differenza degli Occidentali, credevano nella ripetizione ciclica e nella circolarità del tempo (img). Per i Maya i giorni erano dei: ogni giorno aveva un numero e un nome. Il tempo, quasi fosse uno zaino, veniva portato a turno da una schiera di dei: finito il suo periodo, il dio si toglieva il fardello e lo passava a un'altra divinità. All'incirca nei secoli IV e III a.C. il calendario maya raggiunse la sua perfezione. Possiamo valutare l'accuratezza dei calcoli compiuti dai Maya confrontando i valori da essi ottenuti per la durata dell'anno con quelli che stimiamo esatti oggi. Per noi l'anno dura 365,2422 giorni; per i Maya la durata era di 365,2420 giorni.