I poeti e la scrittura

Guardando una poesia come fosse un disegno, vediamo la forma che l'autore ha disegnato con le parole e con gli spazi bianchi della pagina. Talvolta le poesie hanno una forma che ricorda l'oggetto di cui esse parlano: le parole sono accostate in modo da creare un'mpronta scura sulla pagina bianca (img). Questa  tecnica è molto antica: veniva già adottata prima di Cristo e fu poi utilizzata frequentemente dai poeti del 1500 e del 1600 ed è stata ripresa nel nostro secolo da molti poeti moderni (img). A volte i poeti si servono delle parole per disegnare solo i contorni degli oggetti che vogliono rappresentare: le poesie che si ottengono con questa tecnica si chiamano calligrammi (img). I più antichi risalgono al Medioevo, ma il termine calligramma fu coniato dal poeta francese Guillaume Apollinaire (1880-1918) (img). Qualche volta i poeti hanno anche "giocato"(img)con le lettere dell'alfabeto e con le parole. I poeti  possono dare forme grafiche diverse alle parole per comunicare sensazioni più e meno intense, o per sottolinerae delle idee cui attribuiscono più o meno importanza. La scrittrice contemporanea Elsa Morante nel suo poema  Il mondo salvato dai ragazzini  impiega caratteri molto diversi tra loro per dare più forza all'opposizione tra il mondo dei ragazzi ( i Felici Pochi, il sale della terra, i veri rivoluzionari) e quello degli adulti, intenti all'esercizio di un potere che è una "fabbrica di morte".