La leggerezza

"...la leggerezza è qualcosa che si crea nella scrittura, con i mezzi linguistici che sono quelli del poeta..."

"La leggerezza...si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l'abbandono al caso"



da "Lezioni americane"

Calvino dedica la prima delle lezioni americane all'opposizione leggerezza-peso, dichiarando di sostenere le ragioni della leggerezza, in quanto sulla leggerezza pensa di avere "più cose da dire". Il suo lavoro di scrittore è stato infatti una sottrazione di peso; egli ha cercato di togliere peso soprattutto alle strutture del racconto e del linguaggio. Per Calvino quindi la leggerezza è un valore che egli riconosce in opere del passato, vede attuale nel presente e proietta nel futuro. La leggerezza è una qualità che Calvino vede nelle "Metamorfosi" di Ovidio, in particolare nel rapporto fra Perseo e la Medusa e in Lucrezio nel "De rerum natura". In Lucrezio e in Ovidio la leggerezza è un modo di vedere il mondo che si fonda sulla filosofia e sulla scienza; ma in entrambi i casi "La leggerezza è qualcosa che si crea nella scrittura, con i mezzi linguistici che sono quelli del poeta, indipendentemente dalla dottrina del filosofo che il poeta dichiara di voler seguire". E' presente anche in un romanzo come "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Kundera.
Anche la scienza dimostra che è possibile dissolvere la pesantezza quando prova che il mondo si regge su entità sottilissime. Per quanto riguarda l'informatica, il software non potrebbe esercitare il potere della sua leggerezza se non mediante la pesantezza dell'hardware.
La leggerezza per Calvino si associa comunque sempre alla precisione e alla determinazione: può essere associata al linguaggio, che diventa così un elemento senza peso "che aleggia sopra le cose come una nube"; ci può essere un alleggerimento nella narrazione di un ragionamento o di un processo psicologico o in qualunque descrizione; ci possono infine essere immagini di leggerezza che assumono un valore emblematico.
Calvino riporta molti esempi tratti da Cervantes, Shakespeare, Cyrano de Bergerac, Leopardi; qual è il filo che accomuna esempi tanto diversi? E' la scrittura intesa come metafora della sostanza pulviscolare del mondo; la parola, come la intende Calvino, è quindi "inseguimento perpetuo delle cose, adeguamento alla loro varietà infinita". Alla base della letteratura come ricerca della leggerezza in quanto reazione al peso di vivere c'è un bisogno antropologico; lo sciamano rispondeva alla precarietà dell'esistenza della tribù annullando il peso del suo corpo, trasportandosi in volo in un altro mondo, in un altro livello di percezione. La letteratura perpetua questo dispositivo antropologico, questo nesso tra lievitazione desiderata e privazione sofferta, che si trasforma in leggerezza e permette di volare nel regno dove ogni mancanza sarà magicamente risarcita.