OuLiPò.


L' Ouvroir de Litterature Pontentielle nasce a Parigi nel 1960 per iniziativa di Raimond Queaneau e del matematico Francois Le Lionnais; le sue ricerche contaminano matematica e letteratura, allo scopo d'integrare nella seconda i procedimenti della prima: la matematica arricchisce la letteratura " smontandola " e ritracciando le leggi e i principi di simmetria. La novità introdotta da Raymond Queneau è che i membri dell'OuLiPò possono scegliere da sè le regole di composizione, purchè poi le rispettino con assoluto rigore. A Calvino, con la sua diffidenza per l'ispirazione, e con la sua concezione della ***fantasia*** come facoltà ordinatrice del racconto, queste idee dovevano piacere, e certo gli erano congeniali da lungo tempo. Pur rispettando i precetti più rigidi si dà espressione della propria identità. I testi che il Brigadier Italo Calvino (tale la sua qualifica all'interno del sodalizio) scrisse e progettò di scrivere per l'OuLiPò non sono molti, ed ebbero scarsa circolazione quando apparvero: si trovano nel terzo " Meridiano " dei 'Romanzi e racconti', dove sono catalogati come " invenzioni oulipiennes "; ma i membri del gruppo consideravano ' Il castello dei destini incrociati ' e ' Le città invisibili ' come testi oulipiani a tutti gli effetti. Altri molto divertenti sono due testi del 1977: ' il piccolo sillabario illustrato ', riesecuzione in lingua italiana di un'idea di Georges Perec e il nonsense dal titolo ' Hommes illustres '. Rimasero irrealizzati per la morte di Calvino ' L'Hamlet en palindrome ', ovvero un Amleto nel quale la sequenza degli avvenimenti fosse rigorosamente capovolta, e ' L'Ulisse sedentario ', rifacimento dell'Odissea con un Ulisse completamente impossibilitato a muoversi. Ma i testi oulipiens più significativi sono probabilmente le due poesie in memoriam che Calvino dedica rispettivamente a Queneau nel 1977 e a Perec nel 1983. La 'Poesia a lipogrammi vocalici progressivi' rimanda ad una concezione del tempo che si affaccia più volte nelle opere di Queneau, a cominciare dal romanzo 'i fiori blu' tradotto nel 1967, da Calvino, e che per l'allusione al << serpente/d'etere,seme,cenere,erbe secche >> si può forse collegare alle divinità del Messico. Calvino per comporre la poesia ' Georges Perec oulipien ' s'impone il vincolo di adoperare le sole lettere presenti nel titolo; il risultato è uno dei testi più solenni e commoventi di Calvino, scritto con gli occhi di chi guarda con rimpianto all'amico scomparso da poco, ma anche a se stesso.