ROMANZO


Elsa Morante definisce il romanzo come "un'opera poetica di invenzione in cui un autore, attraverso le vicende esemplari di più personaggi, dà una propria immagine intera dell'universo reale"; è proprio per questa interezza, che Calvino non possiede e rifiuta, che egli non ha mai voluto far pubblicare i pochi romanzi che ha terminato. Con i romanzi l'autore avrebbe voluto rispecchiare i problemi della società italiana realisticamente, e ci provò scrivendo prima "Il bianco veliero" (1947) e successivamente "I giovani del Po" (1951), ma fallì il suo tentativo poiché il risultato gli sembrò scadente nei contenuti. L'ultimo romanzo realistico che Calvino provò a scrivere fu "La collana della regina" (1952-54), che aveva per protagonisti non solo Torino e i suoi operai, ma anche intellettuali e borghesi; prima di aver terminato l'opera, però, egli si accorse che la storia risultava essere troppo irreale e di parte. Il suo "mal di romanzo" lo portò quindi a preferire altri generi letterari, come ad esempio quello fantastico-fiabesco arricchito da elementi satirici o grotteschi o tragici.