Se una notte d'inverno un viaggiatore...



Credete di leggere "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
E invece no.



Questa frase riassume perfettamente l'essenza di "Se una notte d'inverno un viaggiatore...", di Italo Calvino. Prima di aprire il libro, una persona crede di trovarsi di fronte a un romanzo 'qualsiasi', con una trama, dei personaggi, dei luoghi e dei tempi. Tutto questo manca in "Se una notte d'inverno un viaggiatore...".
Perchè il libro narra la storia di se stesso, e di un ipotetico Lettore* che, nel mare dei refusi, degli errori di stampa e degli scritti apocrifi tenta di leggere il nuovo libro di Calvino, e, dopo lunghe peripezie, pur non trovandolo, ha scoperto mille nuovi generi, e si è appassionato non a uno, ma a decine di romanzi, pur senza aver trovato quello che davvero è lo scritto di Calvino. E, con questo espediente, il lettore stesso del libro si trova a sperimentare la molteplicità della scrittura di Calvino, che vola attraverso tutti i generi in un libro che è a questo punto inclassificabile in un genere se non in uno a sè stante, o forse in tutti.

La trama

La storia del Lettore è abbastanza lineare e 'tipica' per un romanzo, ovviamente questo senza contare tutta la parte della scrittura, ma analizzando solo le vicende del protagonista.
In libreria incontra una donna, di cui si innamora a prima vista, la Lettrice. Le sue ricerche man mano si uniranno a quelle della donna, che si dimostrerà essere collegata in qualche modo a Ermes Marana, organizzatore di una 'setta' mondiale della scrittura apocrifa, che avrà un'importante parte nella ricerca del 'vero' testo di Calvino.
La fine (sempre della storia fra i due) è anche abbastanza 'standard': superato l'ostacolo del 'cattivo', il Lettore e la Lettrice si sposano e vivono felici e contenti (e leggendo tantissimo).

Il metaromanzo

Quello che colpisce di più, non appena iniziato il libro, è il fatto che l'autore si riferisce al protagonista in seconda persona singolare: è quindi al lettore stesso che fa riferimento come protagonista (non per nulla lo chiama Lettore).
"Se una notte d'inverno un viaggiatore..." è un'avventura nel mondo della scrittura, un libro sui libri e in particolare su sè stesso, in cui Calvino passa un secondo in ogni genere di romanzo, fa un saluto e se ne va. Lui stesso, dopo aver classificato "Se una notte d'inverno un viaggiatore..." nella molteplicità, lo descrive così in una sua conferenza a Buenos Aires:
"E' un romanzo sul piacere di leggere; protagonista è il lettore che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'iniziao di dieci romanzi d'autori immaginari. Tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro."

Un altro elemento che rafforza l'immagine di 'libro dei libri' che Calvino ci dà con questo romanzo è che tutti gli inizi di racconti che si leggono ci lasciano con una suspense tale che anche noi ci sentiamo, come il Lettore, divisi fra la speranza che questo sia il vero "Se una notte d'inverno un viaggiatore..." e che quindi possiamo sapere come va a finire, o che invece sia solo un altro inizio, e potremo VERAMENTE sapere come finisce il libro in senso fisico (ovvero che cosa succede quando finiscono le pagine); quest'impressione è anche rafforzata, appunto, dall'uso della seconda persona singolare per la narrazione.
Ma il vero punto di forza del romanzo è il finale; la fine del metaromanzo rispecchia quella del romanzo con l'alternativa della continuità (matrimonio) o della fine (morte), una fine che, se da un lato sembra il termine delle ricerche, dall'altro lascia sottointendere che potrebbe non essere che l'inizio di ciò che si è appena finito; Calvino fa correre parallelamente due fili (romanzo e metaromanzo), mascherandoli abilmente in un solo intrigante libro.

Se una notte d'inverno un viaggiatore, fuori dall'abitato di Malbork, sporgendosi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guarda in basso dove l'ombra s'addensa in una rete di linee che s'allacciano, in una rete di linee che s'intersecano sul tappeto di foglie illuminate dalla luna intorno a una fossa vuota, -Quale storia, laggiù, attende la fine?- chiede, ansioso d'ascoltare il racconto.


*: In questo riassunto mi riferirò con 'Lettore' al protagonista del romanzo, e con 'lettore' a chi si trova a leggere il libro.