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terramare

LE TERREMARE

Costruzione tipica della Bassa Padana furono le terramare, che rappresentano un elemento del tutto nuovo nel quadro della civiltà italiana del bronzo.
La terramara si distingue dalla palafitta perchè i pali sono piantati su terreno asciutto. Di forma generalmente trapezoidale, il villaggio era recintato da un argine e da un fosso nel quale veniva talvolta deviata l'acqua di un corso vicino. Al tavolato disteso sui pali si accedeva per quattro ponti, uno su ogni lato, gettati al di sopra del fosso. In corrispondenza di questi erano tracciate le due vie principali che, incrociandosi ad angolo retto, tagliavano il villaggio in quattro settori. Altre vie più strette correvano parallele alle due principali.
Le capanne erano a pianta rettangolare e, in genere, tutte uguali.
I rifiuti venivano semplicemente gettati tra i pali, sotto il villaggio. Si formavano così cumuli di detriti che, trasformatosi in concime, furono sfruttati in tempi abbastanza recenti dai contadini che chiamarono quelle terre grasse " terre- mane" o " terre- mare", cioè terre nerastre e grasse.
Poco dopo il 1000 a. C. la società delle terremare cessò quasi all'improvviso, senza cause apparenti. Una delle ipotesi che si fanno, forse la più probabile, è che la evoluzione degli istituti sociali, il nascere cioè di una gerarchia e di rapporti di potere più evoluti e complessi, fece considerare superata la concezione del villaggio rigorosamente delimitato, con la sua distribuzione egualitaria delle abitazioni sul tavolato palafitticolo.
Ricordiamo, come esemplificazione, le terremare del modenese.

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