GRUPPO n.4

 

L’approccio al concetto di punto di vista in prima elementare

Circolo di Castelvetro (MO)

ins. Mara Boni

Il progetto

L’esperienza è stata realizzata da insegnanti afferenti al Nucleo di Ricerca in Storia e Didattica della Matematica dell’Università di Modena ed è stata pianificata all’interno di un progetto che comprende due esperimenti didattici organizzati sequenzialmente:

1) coordinamento dei punti di vista ( primo ciclo della scuola elementare);

2 ) rappresentazione del mondo visibile attraverso il disegno geometrico in prospettiva

( secondo ciclo della scuola elementare e scuola media).

L’esperienza

Coordinamento dei punti di vista e concetto di punto di vista

Il problema del coordinamento dei punti di vista, che ha come scopo la rappresentazione dell’immagine globale di un oggetto/insieme di oggetti attraverso l’organizzazione di immagini/visuali ottenute da punti di vista diversi, svolge un ruolo fondamentale nella costruzione dello spazio nel bambino.

L'approccio all'acquisizione del concetto di punto di vista, inteso ( a livello adulto) come posizione fissa da cui uno guarda qualche parte del mondo visibile senza cambiare direzione dello sguardo, risulta stimolante per la ricchezza dei contenuti geometrici implicati:

L’articolazione del percorso didattico è caratterizzata dalla scelta di attività di lungo termine basate sulla proposta di diversi media ( gesti, linguaggio, disegni, immagini) e sulla valorizzazione dell’intreccio tra i diversi codici. Viene data grande importanza ai processi di traduzione tra i vari sistemi di segni e, in particolare, alla verbalizzazione che assume un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze argomentative, progettuali e metacognitive in gioco.

L’introduzione sistematica di momenti di discussione orchestrati dall’insegnante rispecchia la scelta di puntare sull’interazione e sulla mediazione dell’adulto competente, allo scopo di realizzare la costruzione del sapere all’interno di attività condivise e di fornire al bambino forme linguistiche sempre più adeguate alla rappresentazione degli oggetti culturali considerati.

FASI DEL PERCORSO

PUNTO DI VISTA

I ELEMENTARE

GESTO

 

IMMAG.

PAROLA

O ( ORALE) S ( SCRITTA)

 

PROVE INDIVIDUALI

DISCUSSIONI

Manipol.

Disegno

Verbal.

Bilancio

Concett

  1. Dettatura paesaggio

*

*

  1. Discussione paesaggio

O

  1. Disegno paesaggio

*

  • Discussione disegno

O

  • Dall’osservatore alla visuale:
  • copia dal vero

*

S S

  • Copia dal vero

*

S

  • Discussione: che cosa vuol dire
  • punto di vista?

O

Obiettivi:

1) Cogliere e verbalizzare le relazioni spaziali nel microspazio:

a)esprimere correttamente relazioni spaziali nel microspazio usando i termini:
davanti/dietro, destra/sinistra...

b) finalizzare la verbalizzazione scritta e orale alla costruzione efficace della visuale.

2) Costruire la visuale e la posizione dell'osservatore

a)costruire la visuale partendo dalla posizione dell'osservatore utilizzando il gesto, la verbalizzazione (scritta e orale) e il disegno

b)individuare le strategie usate per costruire la visuale

c)riflettere sulle strategie usate

d)localizzare la posizione dell'osservatore partendo dalla visuale.

3) Comprendere la relazione osservatore - visuale

a)comprendere che variando la posizione dell'osservatore cambia la visuale

b)comprendere che il variare della visuale dipende dal cambiamento della posizione dell'osservatore.

4) Acquisire ad un primo livello il concetto scientifico di punto di vista

Illustrazione delle singole fasi del percorso

IL " GIOCO DEI PAESAGGI"

Il gioco dei paesaggi prevede quattro momenti:

1) dettatura di un paesaggio ( a coppie);

2) discussione del paesaggio;

3) disegno del paesaggio ;

4) discussione del disegno .

Le prime tre attività vengono svolte in successione, senza interruzioni; la quarta viene affrontata dopo alcuni giorni allo scopo di favorire negli alunni il (parziale) distacco affettivo dai prodotti e per dare all'insegnante il tempo di analizzare con cura gli elaborati.

Il " gioco" viene ripetuto più volte.

1.Dettatura di un paesaggio.

Le dettature di "paesaggi" sono situazioni comunicative nelle quali un primo allievo

(codificatore) deve "dettare" oralmente ad un secondo allievo (decodificatore) un "paesaggio" costruito con oggetti in miniatura.

I due alunni siedono al centro dell'aula davanti ad un banco e guardano nella stessa direzione per evitare effetti di specularità.

Codificatore e decodificatore sono separati da un paravento e possono comunicare solo a parole: il resto della classe è disposto a ferro di cavallo ai lati dell'aula e, per evitare ogni interferenza, non può vedere ciò che fa il decodificatore.

A ciascuno dei due alunni viene consegnata una serie di oggetti identici tra loro:

1 ) una casetta alta circa 15 cm (scatola da scarpe decorata);

  1. un pupazzetto alto 7-8 cm (non deve essere visibile se è dietro la casa);
  2. un'automobilina;
  3. due alberi (non più alti della casa);
  4. un animaletto.

L'insegnante dà la seguente consegna:

"Tu (codificatore) costruisci un paesaggio usando tutti i pezzi, senza muoverti dal tuo posto. Dai istruzioni al tuo compagno in modo che possa costruire un paesaggio uguale al tuo.Se non capisci puoi fare domande e chiedere chiarimenti al tuo compagno. "

Il codificatore dispone a piacere gli oggetti sul banco e poi "detta" le istruzioni al compagno nascosto dal paravento.

L'insegnante, se necessario, chiede al codificatore di esprimersi meglio e lo aiuta suggerendogli termini o espressioni; sollecita il decodificatore a chiedere chiarimenti quando lo vede in difficoltà.

Terminate le due costruzioni viene tolto il paravento.

Questa fase risulta particolarmente piacevole ed è consigliabile dare a tutti gli allievi la possibilità di sperimentarla. L’uso corretto dei termini che esprimono l relazioni spaziali tra oggetti può così maturare nella classe in modo graduale, come prodotto di esperienze (dirette o indirette) fortemente condivise.

2. Discussione del paesaggio.

Tolto il paravento, le due costruzioni vengono confrontate.

L'insegnante dà la parola cercando di evidenziare eventuali errori e di stimolare l'interazione verbale.

3. Disegno del paesaggio.

Viene messo al centro dell'aula il paesaggio del codificatore.

Agli allievi, ancora disposti a ferro di cavallo, viene data la seguente consegna:

"Disegna questo paesaggio proprio come lo vedi, senza muoverti dal tuo posto'

L'intenzione dell'insegnante di avviare un discorso sul punto di vista traspare sia dalla consegna sia dalla disposizione degli alunni, ma viene appositamente evitato il ricorso alla locuzione "punto di vista".

Alcuni prodotti possono presentare:

a) elementi affettivi: sole, nuvole...

b) stereotipi: casa col tetto a punta, balconi o finestre diversi dal modello...

c) "trasparenza" degli elementi anteposti.

Prima di togliere la costruzione, l'insegnante disegna in pianta la posizione degli elementi del paesaggio e degli alunni nel ferro di cavallo, per poter ricostruire la situazione.

4. Discussione del disegno: bilancio.

L'insegnate assegna le medesime posizioni nel ferro di cavallo agli allievi e ricostruisce il paesaggio.

Vengono esposti alcuni disegni.

L'insegnante apre la discussione di bilancio chiedendo agli alunni di fare osservazioni sui disegni; accetta tutti gli interventi, ma sorvola o chiude il discorso su quelli relativi ad aspetti poco significativi (ad esempio, il colore) e indirizza la discussione sui seguenti punti:

  1. "errori tipici": presenza di elementi affettivi non richiesti, stereotipi, trasparenza, ecc...;
  2. rappresentazione delle relazioni spaziali;

c) corrispondenza tra rappresentazione e visuale.

Prima di concludere, l'insegnante stimola il passaggio ad un livello metacognitivo invitando la classe a selezionare le riflessioni più importanti emerse nella discussione. Chiede: "Cosa abbiamo imparato?

Le conclusioni, adeguatamente riformulate dall'insegnante, vengono (come dopo ogni discussione significativa) registrate sul quaderno, per istituzionalizzare gli apprendimenti e dare agli alunni la consapevolezza del proprio percorso.

Per sottolineare lo stretto legame tra il processo di apprendimento individuale e la storia della classe, l'insegnante può trascrivere e inserire nel quaderno anche i momenti più significativi delle discussioni.

5) Copia dal vero.

Gli allievi sono ai lati dell'aula e hanno punti di vista differenti.

Al centro, su un piano d'appoggio, viene collocata una serie di oggetti di altezze diverse parzialmente interposti: una bottiglia, una scatolina di cartone, il barattolo della colla...

La consegna è quella già nota: "Disegna gli oggetti proprio come li vedi "

6) Copia dal vero con verbalizzazione scritta.

Viene dato un dispositivo con alcuni oggetti interposti. Gli alunni scelgono la

posizione in cui collocarsi.

La solita consegna viene integrata:

"Disegna gli oggetti proprio come li vedi e scrivi come sono disposti. "

Solitamente i prodotti documentano progressi nella rappresentazione grafica e nella

verbalizzazione. Naturalmente l'attenzione sarà posta all'espressione corretta delle relazioni spaziali tra gli oggetti.

7) Discussione di concettualizzazione.

Che cosa vuoi dire punto di vista ?

La discussione ha lo scopo di avviare la costruzione del concetto scientifico di punto di vista. L’intenzione è quella di giungere ad una denominazione del concetto socialmente condivisa, adeguata al livello degli alunni, ma coerente con il significato o con parte di esso.

Dopo aver ricostruito con la classe i momenti più significativi del percorso, l’insegnante chiede: "Allora, a questo punto, avete capito che cosa vuol dire punto di vista?".

Con questa richiesta di tipo verbale si domanda di collegare le esperienze svolte alla locuzione "punto di vista".

La discussione si articola in diversi momenti e definisce un percorso orientato ad una prima acquisizione del significato che può essere definito come:

  1. posizione del soggetto: vedere in modo diverso;

2. posizione degli occhi del soggetto;

3. direzione dello sguardo: sguardo fisso, direzione dell'occhio fisso...

L'insegnante accoglie le proposte degli allievi, fornisce espressioni corrette, rispecchia gli esempi pertinenti e li riprende generalizzando, sottolinea le posizioni conflittuali cercando di indirizzarle ad una soluzione, esprime i significati con un linguaggio culturalmente accettabile e nello stesso tempo adeguato al livello degli interlocutori.

Istituzionalizza, trascrivendo sul quaderno ed eventualmente chiedendo di illustrare graficamente, la/e definizione/i costruite collettivamente.

Il progetto da cui è tratta l’esperienza è stato pubblicato dal C.D.E. di Modena nel volume:

"Interazione sociale e conoscenza a scuola:la discussione matematica"

Maria G. Bartolini Bussi, Mara Boni, Franca Ferri