Esame iconologico


La presenza del cartiglio tra i geroglifici può indicare che il morto in questione fosse proprio un faraone, e che i geroglifici presenti siano indicazioni per la vita dell’aldilà. Questa ipotesi è confermata dalla presenza dello scarabeo sacro e dei due pitoni che sorreggono i simboli del potere dell’Egitto.
Ulteriore conferma ci viene data se la confrontiamo con la stele del sacerdote Pa-di-Imen-n-Ipet risalente alla XXVI dinastia , conservata anch'essa nel Museo Egizio di Torino.
Le stele di legno sono molto simili e presentano molte caratteristiche analoghe. Entrambe infatti  sono divise in tre parti: un coronamento, una striscia dove viene raffigurata una cerimonia religiosa ed alcune righe di geroglifici. I due coronamenti sono quasi identici, fuorchè per la mancanza dello scarabeo nella stele del sacerdote. Per il resto in entrambi si possono notare due sciacalli sormontati da un disco alato. Tra i due sciacalli vi sono due serpenti, probabilmente due cobra, che reggono sulla testa i simboli del potere dell'alto e del basso Egitto. Per quato riguarda la cerimonia religiosa in entrambe vi è una divinità principale seduta sul trono, dietro la quale vi è un corteo di altre divinità. Davanti alla divinità sul trono notiamo la figura di un uomo, probabilmente l'anima di un defunto, che in enrambe le stele indossa una veste bianca, bianco che è in risalto su tutti gli altri colori. Infine, non potendo tradurre i geroglifici, non posiamo sapere se le due scritte trattino argomenti analoghi.   

Stele di Osiride

Stele del sacerdote  Pa-di-Imen-n-Ipet