DIVINITA'

ANUBI

Dio egiziano rappresentato come un cane ( o sciacallo ), oppure con corpo umano e testa canina. Il suo campo di azione si estendeva essenzialmente sui morti: aveva sede di culto nella necropoli e presiedeva ai riti funerari. Il suo nome ricorre nelle più antiche preghiere dei morti, dove appare quasi un dio signore dell'oltretomba. In questa funzione, però, viene gradualmente sostituito da Osiride* , a partire dalla V dinastia faraonica (2480-2350 a.C. ), e Anubi si riduce a semplice accompagnatore dei morti, come dimostra la sua assimilazione, nella tarda cultura sincretistica greco-egiziana, al dio greco Ermete* Psicopompo (guida delle anime); anzi si crea addirittura un dio nuovo, Ermanubi, il cui nome risulta composto da Ermete e Anubi. Anubi aveva culto in Cinopoli, nel Medio Egitto. In età romana veniva curiosamente rappresentato in aspetto guerriero e veniva chiamato Anubi legionario

HATOR

(antico egiziano Het-Her, dimora di Hor), nell'antica religione egiziana, divinità cosmica di remota origine. Per gli antichi egiziani era la " mucca celeste che creò il mondo e il Sole" e alcuni studiosi moderni la interpretano come la "terra-madre".Era figlia di Ra e moglie di Hor. La sua prima forma di mucca mutò in quella di donna con testa di mucca e da ultimo con la testa umana e corpo bovino giungendo persino ad essere rappresentata come l'occhio del Sole, una leonessa che divora gli uomini. Godette di vasta popolarità come protettrice dei vivi e in particolare delle donne, dea dell'amore e della gioia; la sua protezione però si estendeva anche ai morti: nel Libro dei Morti ha la funzione di sovrana del regno sotterraneo. Aveva il suo tempio maggiore a Denderah ed era onorata con feste annuali. I Greci la identificarono con Afrodite

HORUS

( in greco Harpocrates = Harpocrates) dio egizio dalla testa di falco, figlio di Osiride e di Iside, spesso rappresentato da un occhio - l'occhio di Horus - o da un disco solare con le ali da sparviero, è il simbolo della spietata acutezza dello sguardo giustiziere, al quale non sfugge niente della vita intima o pubblica di ogni uomo; egli veglia sulla stretta osservanza dei riti e delle leggi.Il suo leggendario combattimento contro Seth, che egli uccise perdendo però l'uso di un occhio, illustra la lotta della luce contro le tenebre e la necessità della vigilanza nel perseguimento dell'eternità, evitando i tranelli dei nemici e gli errori.Nella lunga storia dell'Egitto, il personaggio di Horus si è certamente evoluto molto: dio celeste, divinità faraonica, sovrano che lotta per l'impero del mondo. Lo si vede sempre in combattimento per salvaguardare le forze della luce.In Egitto il falco era considerato il principe degli uccelli per la sua forza e bellezza; era incarnato da Horus, dio degli spazi aerei, i cui occhi erano il sole e la luna. Horus assumeva forma di falco o di uomo con la testa di falco."Gli egizi erano stati colpiti dalla strana macchia situata sotto l'occhio del falco, occhio che vede tutto, e intorno all'occhio di Horus si sviluppò tutta una simbologia di una fecondità universale".Il falco era un attributo al dio Ra, simbolo del sole levante che è talvolta rappresentato con la testa sormontata, al posto della testa di falco, da un disco solare circondato da un cobra che rappresenta la fiamma.

MIN

Min è il dio della fertilità, antropomorfo, rappresentato come un uomo con il corpo avvolto in strette bende, con il sesso eretto e con il braccio destro piegato dietro la testa a reggere il flagello (in egiziano nekhekh ) una specie di frusta simbolo di potere. Nella "Stele di Aku", Min è stranamente rappresentato più piccolo dell'umano Aku infatti, anche se posto su un piedistallo, non supera l'uomo in altezza se non con il copricapo. Min porta al collo una collana.

OSIRIDE

Divinità egizia, dapprima dio dell'agricoltura, simbolo della potenza inesauribile della vegetazione, identificato poi con il sole, nella sua fase notturna rappresenta la continuità delle rinascita. "Osiride è l'attività vitale universale, terrena e celeste. Sotto la forma visibile di un dio discende nel mondo dei morti per permettere loro la rigenerazione ed infine la resurrezione nella gloria, poiché ogni morto perdonato è un germe di vita nelle profondità del cosmo, esattamente come un chicco di grano lo è nella terra."Chiuso in una cassa da nemici gelosi e dal fratello Seth, poi gettato nelle acque del Nilo, sarà oggetto di ricerca come il Graal nel Medioevo. Mutilato, fatto a pezzi, quindi resuscitato dall'alito delle dee Iside e Neftis, spesso rappresentate con grandi ali, è il simbolo del dramma dell'esistenza umana votata alla morte ma trionfante periodicamente su essa.Ha un posto importante nelle religioni mistiche, come dio sovrano con i tre attributi: lo scettro, la frusta, il bastone di lunga vita simile a un raggio di sole