Esame iconologico

Il soggetto principale dell'immagine è Merneptah, un faraone vissuto intorno al 1200 a.C., sposo di Isitnofre e padre del celebre Seti II°. Al momento del giudizio dell'anima per opera di Osiride, il defunto dovrà recitare le dichiarazioni di innocenza, a noi note grazie al "libro dei morti" di Hunefer. Particolare importanza assume nell'immagine il dio Horus, un dio antropomrfo con il corpo di uomo e la testa di falco spesso rappresentato da un occhio - L'occhio di Horus - o da un disco solare con le ali da sparviero.

La leggenda vuole che Horus rappresenti la necessità della vigilanza nel perseguimento dell'eternità. Il falco era inoltre un attributo del dio Osiride, talvolta rappresentato con la testa sormontata dalla testa di falco.

Un altro simbolo presente nell'immagine che può essere collegato alla divinità è il cobra, simbolo della fiamma sacra.Tuttavia la divinità più importante che compare nell'affresco è Osiride che rappresenta la continuità della rinascita. Come dio sovrano ha tre attributi: lo scettro, la frusta e il bastone di lunga vita simile a un raggio di sole. Il dio e il faraone indossano abiti di un bianco candido e si guardano negli occhi come persone di pari importanza e potenza. A differenza del dio però Merneptah non reca in mano il bastone di lunga vita.

Particolare risalto è dato ai copricapi: quello di Athor è il più curioso, sembra quasi un appoggio per il falco che dall'alto osserva e controlla ogni cosa. Regale è invece il copricapo di Osiride, simile nella parte bianca interna a quello di Horus, ma ben diverso nelle decorazioni esterne. Infine il copricapo di Merneptah è forse quello più "semplice" con un piccolo cobra sulla fronte e una lunga coda che cade sulla spalla sinistra. Nella parte posteriore si intravede il legaccio utilizzato per legare i capelli.