ANANAS AVVELENATO

Era un luminoso mercoledì di maggio e, appena tornati dalla palestra dopo due ore di educazione fisica, eravamo ancora tutti ansimanti.
Dopo la partita Ananas era stato acclamato capocannoniere: ben venti goal segnati su azione e due su rigore. Anche il Condor aspirava al titolo di capocannoniere ed era roso dall'invidia; nessuno poi ignorava la forte rivalità tra Ananas e Miki: tutti avevano visto Ananas farsi beffe di Miki, dopo quell'ultimo travolgente goal.
Per conquistare il titolo di capocannoniere Miki sarebbe stato disposto a tutto, perfino forse a compiere un omicidio…Miki, furioso, guardava il Condor, ma specialmente Ananas con cattiveria e nella sua testa giravano strane idee.

La prof. zittì tutti e richiamò Miki, ancora rosso di rabbia più che di fatica.
Alla terza ora di lezione la classe si presentava, come al solito, nella formazione 9-8-6, a partire dal fondo.
Pivuz, alto e con qualche chilogrammo di troppo, un po' fuori misura tra i suoi due compagni: lei, una delle ragazze più carine della classe, minuta, che si diverte a prendere in giro il maschietto di turno; lui, un ragazzino dai capelli castani, dritti come aghi di pino, che porta l'apparecchio per i denti e sparisce nei suoi vestiti extra-large.
E poi Dada, che è altissima, e forse proprio per questo ha sempre la testa tra le nuvole, e Notti, che quando i prof. le chiedono qualcosa che non sa, si gratta il naso e borbotta: "PRACAMENTE" e nessuno, ma proprio nessuno, nemmeno la sua migliore amica, sa perché caspitina dica così.
Corro, che non perde occasione per battibeccare con Monnalisa (la Gioconda) per motivi di grande importanza, tipo: "Piantala di pasticciare con gli Uniposcar il mio pinguino di plastica che ho trovato nei sofficini!"
E Gianlu, il classico bravo ragazzo, studioso e attento in classe e discreto (a detta dei compagni malevoli e denigratori), ottimo (se vogliamo dare credito a lui) giocatore di basket e aspirante inventore nella vita.
Matte, perennemente attento e la Flo, perennemente distratta; Chia, che starebbe attenta se non fosse sempre impegnata a ridere col suo buffo compagno di banco; le assenteiste, che anche quando arrivano, arrivano in ritardo, e le Tanie che, essendo doppie, come del resto i Niccolò, si palleggiano le responsabilità quando i prof. le richiamano.

Ma ora che c'era una prova regnava il silenzio: tutte le teste erano chine sui fogli e le mani si muovevano all'unisono, come marionette comandate da uno stesso burattinaio. Intanto Miki aveva già deciso la sua vendetta, un piano astutissimo: aveva preparato un proiettile di carta che nascondeva un insidiosissimo spillino imbevuto nel veleno. La mira di Miki era tristemente famosa da quando, nella nuova disciplina "affonda l'isola", che veniva praticata negli ultimi tempi da alcuni ragazzi per vincere la noia, aveva clamorosamente mancato il bersaglio del Madagascar da soli 30 centimetri.
Ma la testa dell'Ananas era ferma sul foglio, immobile, un bersaglio facile, fin troppo facile: Miki prese la mira e con la sua cerbottana inspirò una gran quantità d'aria; un sibilo ruppe il fragile silenzio della prova e il proiettile colpì…un malcapitato merlo che stava incautamente planando sul prato fuori dalla finestra.
Il collo dell'Ananas era salvo, ma Miki, convinto di averlo colpito, fu stupito nel vedere che Ananas non reagiva. Il rumore della cerbottana aveva attirato l'attenzione della prof. che vide Ananas immobile, pesantemente appoggiato alla finestra e Miki con la sua arma ancora in mano.
La prof. saltò dalla sedia e corse verso Miki urlando...

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Ananas era pallidissimo e non rispondeva: sembrava addormentato…forse morto! Un'ambulanza lo portò via a sirene spiegate, mentre tutti i ragazzi, increduli, si guardavano intorno smarriti, senza parole, e qualcuno piangeva. Miki, la testa tra le mani, era al centro dell'attenzione e singhiozzava.
Dopo un tempo che parve a tutti lunghissimo arrivò un ispettore, accompagnato dalla Preside. Scambiò poche parole con la prof., poi si avvicinò a Miki, il reo che era stato colto in flagrante, e gli ordinò di seguirlo.
Ma, mentre se ne andavano, in un silenzio anomalo e ingombrante, rotto solo da qualche singhiozzo, si levò una voce acuta e sicura di sé: "Si fermi ispettore…".
Era l'Alle, che era rimasta pensosa tutto quel tempo e ora sembrava avere qualcosa da ridire.
L'ispettore, meravigliato, si fermò. Negli occhi dell'Alle brillava il colore della verità: lei si alzò dal banco e si diresse a mento alto e con passo deciso verso il poliziotto: "Ispettore -esclamò- io so chi è il vero colpevole! La persona in questione è stata molto furba: sapendo dell'invidia di Miki per i successi sportivi di Ananas, ne ha approfittato e ha ucciso Ananas incolpando Miki che aveva in mano la cerbottana."
Dal brusio generale che aveva seguito le dichiarazioni dell'Alle, emerse la voce del Pella, il più gasato della classe, il mago di tutte le situazioni, il fenomeno: "Ah, l'ho capito anch'io chi è il colpevole…facile…Ananas gli aveva fregato la ragazza…l'assassino di Ananas è proprio il suo amico del cuore: Tangenziale! Non te l'aspettavi, eh, Alle, che ci arrivassi anch'io?"
Con fare ironico, scuotendo i lunghi capelli, l'Alle, senza scomporsi, ribattè "No. Non me l'aspettavo proprio che NON ci arrivassi! E ora zitto, fammi finire. Il vero assassino aveva un piano astuto, ispettore: sapendo che Ananas andava a scroccare sempre la merenda da lui, deve aver avvelenato il suo fruttino all'ananas (la passione esclusiva e smodata del Condor per i fruttini all'ananas era nota a tutti) che poi si è lasciato scroccare senza neanche fare tante storie, stamattina. Così, dopo mezz'ora dalla fine dell'intervallo, Ananas è morto e solo dopo Miki gli ha lanciato il proiettile, che forse non ha nemmeno colpito il collo del nostro compagno. Formica, la compagna di banco di Ananas, tutta concentrata com'era sulla prova, non si era accorta di nulla e la colpa è ricaduta su Miki. Ma il vero assassino, ispettore è LUI, il Condor!" L'ispettore, naturalmente, non ci capì molto in mezzo a quel guazzabuglio di soprannomi, ma annuì convinto, prendendo in parola l'Alle, sostenuta ora da tutta la classe e, prima di andarsene, salutò e disse: "Grazie, ragazzi, mi siete stati molto utili, in particolare quella ragazzina coi capelli lunghi".
Mentre spariva dentro l'auto della Polizia il Condor gridò: "OK, la prima della classe ha fatto goal, ma tu, Ananas, di goal non ne segnerai mai più!"

Ma il Condor sbagliava, perché Ananas, dopo una bella lavanda gastrica necessaria per ripulirlo dalla sostanziosa dose di sonnifero ingurgitata col fruttino, sarebbe tornato più vispo che mai. La ferita nel collo di Ananas non fu mai trovata e a Miki non si sa se pesino più le misure disciplinari prese nei suoi confronti, o le ironie dei compagni sulla sua disastrosa mira. Certo Miki, con la sua idea della cerbottana (e grazie alla pessima mira) ha salvato la vita ad Ananas, strappandolo al suo sonno quasi mortale.