Nel nastro figurato della colonna il racconto si svolge non solo in ordinata sequenza cronologica di eventi, ma anche in successione di luoghi e presenta così agli occhi dell'osservatore, nel susseguirsi delle scene che corrisponde al movimento ascendente della spirale, una doppia sequenza: nel tempo e nello spazio. La presentazione dei luoghi, che cominciando dai confini dell'Impero sul Danubio, indugia in squarci di foreste, rive di fiumi, guadi, paesaggi montuosi, oppure mostra mura di città, accampamenti fortificati, templi, è non solo sfondo ornamentale, ma elemento costitutivo nella trama del racconto; e concorre a mostrare come il succedersi degli eventi corrisponda non solo al volgere del tempo e delle stagioni, ma anche all'avanzata di Traiano e del suo esercito sul territorio nemico. Un tale sfondo, con le sue convenzioni grafiche, e anzi propriamente cartografiche, che sinteticamente indicano la geografia fisica dei luoghi attraversati ma anche i porti fluviali, le città e i villaggi che preme inserire nel racconto, corrisponde a quanto si sa degli antichi itineraria picta, e in particolare di quelli in uso nell'esercito romano. Si trattava di programmi di viaggio in cui la strada da seguire era indicata e caratterizzata dai nomi dei luoghi, ma anche dai paesaggi, sommariamente indicati, e da vignette che per convenzione cartografica indicavano città, ponti, stazioni di cambio. La Colonna Traiana è dunque anche un itinerarium per e attraverso la Dacia: lo presuppone e lo usa come sfondo, regalando alla narrazione dei fatti più verità.