La rappresentazione degli episodi è caratterizzata da uno stile espressivo privo di particolari inutili e difficili da vedere e la lettura delle immagini era facilitata da una vivace colorazione e dall'inserimento di particolari in bronzo, come le armi inserite nei buchi dei pugni ed ora non più presenti. L'artista ha riempito tutto lo spazio disponibile, addossando le forme l'una all'altra per rendere, con poche figure, l'idea della moltitudine dei soldati; ha cercato di far capire le azioni compiute con gesti chiari e vivaci; ha ridotto l'ambientazione ad accenni simbolici necessari solo per far comprendere l'accaduto. E, tenendo presente un quadro d'insieme e forse la possibilità di letture abbreviate e parallele, ha disposto le scene, che si snodano sequenzialmente in un continuum cronologico ininterrotto, anche lungo coordinate spaziali, in allineamenti verticali. Non è facile per noi capire quale percezione potessero avere i contemporanei delle vicende scolpite sulla Colonna, se non pensando ad osservatori con conoscenze diffuse, se non sempre puntuali degli eventi e a un pubblico che aveva negli occhi la tradizione iconografica, che a noi sfugge, della pittura trionfale. Chi guardava certamente capiva e partecipava alla grandezza di Roma.