Emanate sotto il diretto controllo del potere centrale e diffuse in ogni angolo dell'impero, le monete romane, veicolo massimo della propaganda imperiale, sono state spesso confrontate ai mass media della società contemporanea, come i giornali o la televisione: un parallelo da non prendere alla lettera, ma che aiuta a comprendere la funzione delle raffigurazioni monetali, la selezione dei temi e la loro connessione con la politica imperiale. Erano proprio la moltiplicazione in innumerevoli esemplari e la circolazione capillare che spingevano a condensare nel brevissimo spazio della moneta immagini e slogan verbali destinati a fissare nell'attenzione e nella memoria le virtù di un imperatore, le sue benemerenze, le sue imprese. Le monete offrono numerose immagini della Colonna, indicata, quindi, come un monumento assai significativo del programma traianeo. E il sesterzio di Traiano del 103-111 d.C., nel rovescio, reca l'immagine stilizzata del ponte sul Danubio, arditissima opera architettonica costruita da Apollodoro di Damasco a Drobeta (Turnu Severin), durante le campagne daciche.