Il protagonista del racconto è, naturalmente, l'imperatore Traiano, raffigurato ben 60 volte nel bassorilievo, mentre prepara piani di battaglia, cavalca alla testa delle truppe, esorta l'esercito e lo incoraggia, sacrifica alle divinità, riceve ambasciatori, interroga prigionieri, presiede alla costruzione di accampamenti fortificati e ponti, disboscamenti, apertura di strade, sempre presente, attivo, incurante della fatica. Anche la figura del re nemico è tratteggiata con rispetto: Decebalo viene mostrato come abile capo militare, astuto negoziatore, nobile e orgoglioso nella sconfitta. Vincitori e vinti sono osservati con uguale attenzione e rispetto; le figure dei soldati, sia romani che barbari, importanti protagonisti comprimari del racconto di marmo, sono caratterizzate con la volontà di identificare non tanto il singolo uomo ma i vari tipi di soldati. Apparizione insolita, in una storia tutta maschile come molti film di guerra, una giovane donna dall'aria desolata su una nave che s'allontana da un porto. Figure femminili compaiono anche in un'altra scena crudele, dal significato oscuro, in cui donne in preda alla collera stanno torturando degli uomini nudi, romani, forse, dato che hanno i capelli corti.