Il ritratto di Decebalo, sovrano dei Daci, nella Storia di Dione Cassio, è tutto puntato sulla sua abilità militare: "Costui era doppiamente scaltro, tanto nella tattica quanto nelle azioni belliche; abile sia nel lanciare l'attacco, sia nella scelta del momento migliore per ritirarsi; esperto d'imboscate e maestro di scontri campali; non solo sapeva bene come sfruttare la vittoria, ma era abile a limitare i danni in caso di sconfitta." Si tratta di un comandante astuto e pericoloso, che ha ottenuto grandi successi sulle armate romane al tempo di Domiziano (costringendo il Senato al versamento di un tributo annuale) e che ha saputo porre riparo ostinatamente alle sconfitte infertegli da Traiano. Sulla Colonna è mostrato più volte in questo ruolo di sagace capo militare: quando sa porre rimedio all'esito sfavorevole della prima grande battaglia campale, costringendo Traiano a portare soccorso alle guarnigioni stanziate in Mesia; o quando, per evitare una sconfitta definitiva, preferisce sottomettersi all'imperatore e accettare una pace negoziata. Ancora Dione Cassio riferisce che la testa di Decebalo, che davanti al nemico incombente si era dato la morte tagliandosi la gola con un pugnale ricurvo, fu esibita come macabro trofeo ai soldati, e poi inviata a Roma per essere portata nel trionfo di Traiano.