Istituto Comprensivo di Trecasali (Parma)

SCUOLA PRIMARIA DI "SISSA"

Ins. Giacomo Bacchi

Riflessioni 'dal vivo' sul laboratorio di informatica

Nella Scuola Primaria convivono bambini di differenti età in possesso di diverse abilità e competenze, le proposte devono quindi essere calibrate, nei tempi e nei modi adeguati.

Le linee guida comuni che ho seguito nella strutturazione dei diversi laboratori per le varie classi, essendo il responsabile del laboratorio informatico nel plesso, sono le seguenti:

¨     Il laboratorio è sempre finalizzato alla produzione di un elaborato, semplice o complesso; cartaceo o su cd-rom. Il lavoro svolto nel corso del tempo deve portare sempre ad un risultato tangibile e concreto.

¨     Il lavoro su pc deve essere interpretato come un mezzo e non come un fine. Si individua un obiettivo e si lavora per il suo raggiungimento.

¨     Il pc non è un sostituto del lavoro tradizionale con carta e penna, ma una sua integrazione, i laboratori prevedono momenti in classe e momenti nel laboratorio di informatica; in una fase si scelgono o si producono, si  analizzano e si manipolano i documenti, in un’altra si ordinano si rielaborano e si assemblano. Il pc allora diventa, come dicono i francesi, un ordinateur, cioè razionalizza, riordina assembla tutto ciò che viene prodotto. La base su cui si lavora è quindi sempre legata agli strumenti tradizionali la fase terminale è svolta col pc.

¨     I programmi usati  sono quelli professionali di comune diffusione. Agli occhi degli adulti questi programmi sembrano complicati, in realtà chi li ha creati lo ha fatto in modo che siano fruibili in modo immediato, intuitivo e graduato. I bambini di classe I^ per esempio hanno imparato in poco tempo a gestire i caratteri di "Word", dimensione, tipologia, colore, maiuscolo - minuscolo, punteggiatura e altre funzioni legate ad un primo livello di utilizzo. 

¨     Il lavoro svolto sul pc deve avere caratteristiche di continuità e organicità, i bambini dovrebbero sempre riconoscere il loro contributo  in un elaborato e orientarsi con una certa precisione all’interno di quanto si sta  costruendo.

¨     È fondamentale la collaborazione con gli insegnanti delle classi. Alcune attività hanno avuto continuità e collegamento con le discipline e i contenuti affrontati venivano completati e approfonditi nei due diversi momenti, in aula e in laboratorio. In molti casi i bambini (soprattutto i più grandi) hanno recuperato lavori fatti precedentemente in classe e li hanno riadattati e riutilizzati per gli elaborati strutturati su pc.

¨     Il laboratorio di informatica e il suo impianto generale devono essere condivisi da tutti gli insegnanti che vi partecipano non solo a livello di collaborazione pratica ma anche a livello ideologico. L’elaborazione di un ipertesto o di qualcosa di simile richiedono notevole dispendio di tempo e di energie che non tutti  sono disposti a impiegare; il lavoro non può esaurirsi in pochi spazi orari (magari pomeridiani) e non può essere slegato dalle attività disciplinari.

Con alcuni colleghi in fase di progettazione si è discusso (in modo pacato) sulle caratteristche del laboratorio. Per alcuni, l'uso del pc per  i bambini, è ancora uno svago e il laboratorio un'attività minore; per altri il mondo del computer è incomprensibile e ostico e la produzione di un ipertesto è qualcosa di prodigioso; altri ancora sono scettici e sono convinti che il lavoro venga svolto da me e il contributo dei bambini sia marginale. Chi lo scorso anno ha collaborato con me ha visto la montagna di materiale cartaceo prodotto e utilizzato dai bambini ha così potuto verificare quanto il lavoro multimediale non sia propriamente uno 'svago', il fatto che i bambini affrontino il lavoro con più entusiasmo non vuol dire necessariamente che  lo prendano alla leggera.

In conclusione, per realizzare un laboratorio di spessore bisogna crederci ed essere convinti della sua valenza; nella mia realtà scolastica solo alcuni colleghi hanno queste convinzioni e mi concedono "fiducia e collaborazione incondizionate". Hanno articolato l'orario settimanale riservando al laboratorio di informatica una particolare attenzione, assegnandogli spazi orari mattutini da gestire in compresenza o spazi lunghi meglio spendibili; quando saltuariamente richiedo ore supplementari non hanno problemi a concederle. 

¨     Il risultato finale dovrebbe il più possibile essere riproducibile in altri contesti e da altre persone e essere visibile all’esterno. Ho constatato di persona che i genitori gradiscono molto questo tipo di lavori e apprezzano il fatto che si lavori con tecniche multimediali. A mio avviso l’aspetto ambientale non è secondario in quanto ritengo importante che le famiglie dei bambini percepiscano la scuola come un’entità moderna e in evoluzione e acquisiscano una maggiore fiducia verso di essa.

Durante l'incontro avuto con i genitori di V^ per presentare il laboratorio ho proiettato l'ipertesto prodotto lo scorso, tutti sono rimasti favorevolmente impressionati; alcuni si sono offerti per dare il loro contributo nel lavoro a casa invitandomi ad assegnare ricerche e un maggior carico di lavoro. 

Cosa si può produrre con le tecniche multimediali?

Premetto che 2003/04 era il  primo anno  che ricoprivo il ruolo di esperto di laboratorio, che le mie competenze nell’ambito sono da autodidatta. Mai avevo prodotto un ipertesto o una presentazione di immagini.

Coi colleghi abbiamo progettato alcuni percorsi e nel corso dell’anno ne abbiamo scoperto i vantaggi e gli svantaggi. Vediamoli.

I vantaggi

IPERTESTO (Il territorio di Sissa tra passato e presente)

È un formidabile prodotto adatto a ordinare, archiviare, coordinare e raccordare i contenuti e i diversi ambiti disciplinari. Abbiamo progettato una mappa (aperta), abbiamo individuato un argomento cardine (il territorio comunale) e abbiamo iniziato a riempire le caselle della mappa concettuale, articolando modificando la sua fisionomia nel corso del tempo.

¨      Riutilizzare. Alcune parti dell’ipertesto sono lavori (o parti di essi) svolti in classe, dalle insegnanti, anche in tempi diversi che poi sono stati recuperati e riadattati. Questo aspetto è molto significativo in quanto per i bambini è gratificante manipolare i propri elaborati in momenti successivi e utilizzarli in contesti diversi. Le poesie dell’ipertesto su Sissa sono state composte dai bambini in un contesto precedente, nell’ambito di un altro laboratorio. Le abbiamo ritenute adeguate all’argomento, sono state recuperate e accorpate col resto del lavoro.

¨      Ordinare. Alcune pagine dell’elaborato sono frutto di un lavoro di raccordo e unione di diversi frammenti di diversi ambiti disciplinari. Per esempio abbiamo cercato di approfondire il legame tra storia generale e storia locale affrontando l’argomento dei capitani di ventura unendo quanto fatto in classe e durante le ore di laboratorio.

¨      Produrre. Ad ogni pagina dell’ipertesto corrispondono diverse pagine che ogni alunno aveva in un  raccoglitore. Ogni argomento affrontato ha avuto uno sviluppo che, per ragioni di spazio e di leggibilità, non compare nell’elaborato finale. La produzione di ognuno è stata molto più vasta e differenziata, l’ipertesto è un concentrato, una riassunto di tutto il percorso svolto.

¨      Collaborare. I bambini hanno sempre lavorato in sottogruppi occupandosi in molti casi di aspetti diversi del tema affrontato (per es.: c’era chi si occupava dei testi, chi dei disegni, alternandosi nei ruoli). Altre volte i sottogruppi hanno affrontato contemporaneamente frammenti diversi di uno stesso argomento, scambiandosi poi alla fine gli elaborati. Alla fine dell’anno nel raccoglitore ogni bambino aveva lavori propri, lavori di altri e lavori fatti 'in società'.

¨      Scoprire. Autonomamente hanno navigato a piccoli gruppi in siti protetti e sicuri (sito del comune, della provincia, o di alcuni enti di tutela ambientale), hanno scelto immagini e testi che poi hanno utilizzato nel laboratorio. La ricerca delle fonti è senz’altro l’aspetto più difficile per i bambini, attraverso la curiosità e l’interesse si riesce a pilotare questa ricerca che con Internet risulta essere molto stimolante.

¨      Ricordare. L’ipertesto diventa un archivio interattivo di rapida e facile consultazione, in ogni momento posso ripercorrere in ogni direzione il cammino fatto, gli argomenti hanno delle gerarchie (che possono cambiare se viste da un punto diverso), ogni settore è autonomo, ma nello stesso tempo collegato all’insieme. Ogni parola chiave che posso cliccare mi ricorda qualcosa; durante l’esame di V^ i bambini hanno presentato l’ipertesto e prima ancora di cliccare sulla parola sapevano molto bene ciò che conteneva quel determinato 'cassetto', ricordavano chi aveva scritto il testo, il contenuto, che disegni c’erano e chi li aveva fatti.

¨      Creare - modificare. Quello che si va a costruire è un sistema aperto che si autoalimenta. Nel corso dell’anno sono nate dai bambini (e dagli insegnanti) molte idee che all’inizio non erano state prese in considerazione. Qualcuno appassionato di musica voleva fare una ricerca sulla storia della musica locale, alcuni volevano inserire un approfondimento sui luoghi e gli edifici attuali del comune, altri volevano inserire interviste o ritratti di persone e personaggi del comune. Molte idee sono scaturite, alcune sono state approfondite ma non inserite nell’ipertesto altre sono state dibattute, ma, per forza di cose, abbandonate, altre ancora sono state accolte e sviluppate.

¨      Differenziare. I diversi linguaggi che l’ipertesto presenta offrono ai bambini diversi veicoli di espressione. L’articolazione del lavoro consente di differenziare le proposte e permette ad ognuno di dare il proprio contributo.  Alcuni bambini con competenze diverse (meno abili nelle discipline tradizionali) sono stati molto gratificati dal poter inserire i propri disegni nel lavoro; alcuni nella stesura dei testi hanno dimostrato capacità e competenza nell’uso del pc, altri  semplicemente conoscevano bene il territorio (argomento dell’ipertesto) e hanno riferito i propri vissuti,  altri ancora avevano esperienze di  pesca e di conseguenza conoscevano alcuni pesci e hanno potuto valorizzare la loro conoscenza.

Difficoltà incontrate

¨      Orientamento. Nel corso dei mesi, qualche volta, ci si è ritrovati a affrontare tematiche e argomenti apparentemente slegati tra di loro, i bambini in alcuni casi faticavano a cogliere i collegamenti. Il loro modo di pensare (e la scuola li aiuta molto in questo) è molto lineare: quaderno a righe, a quadretti, storia, matematica, laboratorio. Tutte zone di lavoro apparentemente slegate. Ogni tanto qualcuno mi chiedeva "ma questo laboratorio come si chiama?".

¨      Reperimento delle fonti. Per trovare fonti originali e adatte al tipo di attività è necessario eseguire ricerche mirate  e approfondite che richiedono molto tempo e notevole impegno da parte degli insegnanti. I documenti spesso vanno selezionati, ridotti, riadattati in quanto ci si trova pur sempre di fronte a bambini di 10-11 anni. L’insegnante deve avere il quindi il doppio compito di  motivare e facilitare per mantenere vivi l’interesse e la capacità di affrontare gli ostacoli.

¨      Programmi. La gestione del programma utilizzato per realizzare l’ipertesto è risultata per i bambini un po’ ostica. Hanno lavorato sulle singole pagine utilizzando agevolmente diversi programmi di gestione testi e immagini. Sapevano muoversi all’interno dell’ipertesto ancora  in fase di costruzione, revisionando le singole pagine, modificando sfondi, caratteri, colori e formattazioni. Solo alcuni sono riusciti a utilizzare, almeno parzialmente, il programma principale, attivando le parole chiave e i collegamenti tra le varie pagine.

PRESENTAZIONE DI IMMAGINI  (In viaggio tra castelli e cavalieri)

Questo tipo di elaborato ha caratteristiche di linearità, è di più semplice realizzazione e si presta maggiormente a narrazioni e descrizioni di situazioni o particolari argomenti. Abbiamo scelto di documentare un percorso sul Medioevo creando una specie di narrazione, composta da testi, disegni, fotografie, immagini scannerizzate. Questo laboratorio prevedeva un uscita ad un castello con relativa animazione in costume che è stata documentata e utilizzata a completamento del laboratorio.
Hanno lavorato due classi IV^ per un totale di 33 bambini; nel laboratorio si alternavano spesso gruppi numerosi (a volte il gruppo classe) e all’interno dei gruppi stessi erano (e sono) presenti bambini in difficoltà, alcuni segnalati uno con gravi disturbi comportamentali.
L’assemblaggio di questa presentazione si è rivelata più difficoltosa dell’ipertesto e il risultato è stato un po’ al di sotto di quanto ci si era prefissati.

Difficoltà incontrate:

·        Gruppi numerosi. Con sette macchine e 16 bambini (alcuni con problemi)  non è facile operare, o meglio la qualità del lavoro risulta più scadente e meno significativa. In molte occasioni tutti i sottogruppi  di due bambini hanno svolto la stessa consegna e il risultato finale è stato la stesura di otto lavori simili o quasi identici. Lavorando con gruppi meno numerosi è possibile differenziare le proposte e curarle più nei dettagli nella loro realizzazione.

·        Gestione elaborati. Ogni bambino aveva un proprio raccoglitore a ganci in cui 'accumulava'  gli elaborati del laboratorio che è stato svolto alternativamente in classe con strumenti tradizionali e su pc. Gestire i due aspetti non è stato facile; organizzare le singole carpette per dare organicità e consequenzialità al lavoro e nello stesso tempo progettare e costruire il materiale per la presentazione, ha dato a volte origine a momenti di confusione e disorientamento da parte soprattutto degli insegnanti. In origine si era pensato di dotare ogni bambino di una propria cartella documenti su pc dentro cui avrebbe raccolto tutti gli elaborati; l’idea era stata anche sviluppata e articolata, mancavano le condizioni di fattibilità dovute alla scarsa disponibilità oraria dell’insegnante, al gruppo numeroso, alla composizione poco omogenea del gruppo stesso.

Aspetti positivi:

·        Motivazione. Lavorare su pc è sempre gratificante, con questo strumento è possibile rielaborare testi, modificare disegni e immagini applicare didascalie e commenti.

·        Continuità. L’elaborato in costruzione è sempre in divenire e in ogni momento i bambini hanno la possibilità di ripercorrere velocemente le fasi precedenti, di modificarle e eventualmente riadattarle a nuove esigenze o a nuovi contesti.

·        Differenziazione dei linguaggi.  I bambini hanno accesso a diversi tipi di fonti, possono analizzarle e modificarle secondo le esigenze, possono utilizzare materiali iconici e scritti reperiti durante e uscite mirate; possono riutilizzare elaborati e fonti usati in altri ambiti disciplinari, possono manipolare diversi tipi di immagini (fotografie, disegni, immagini scannerizzate) e diversi tipi di testi combinando insieme i vari linguaggi comunicativi.

L’alfabetizzazione al computer

Dopo aver commentato il lavoro svolto con le classi quarte e quinte vediamo la situazione con i 'remigini'. Con i bambini  da alfabetizzare al computer ho adottato la strategia dei piccoli passi dando la priorità agli aspetti ludici e creativi della multimedialità. Ho usato nei primi periodi alcuni giochi animati interattivi (che non amo particolarmente) per abituarli all’uso del mouse e della tastiera, siamo poi passati all’impiego più specifico dei programmi applicativi Word e Paint, alternati sempre all’uso degli strumenti tradizionali. A mio avviso i cd-rom interattivi hanno qualche limite, sono ripetitivi e poco creativi, per utilizzarli basta seguire un percorso e scoprirne le regole di funzionamento. I bambini, durante il loro utilizzo, sono concentrati, più che sui contenuti proposti, sulla scoperta dei trucchi e delle scorciatoie per superare i livelli e sugli aspetti ludici degli argomenti. 

Con i bambini più grandi ho lavorato maggiormente sui contenuti facendo leva sull'interesse e la curiosità personali. Il sistema di lavoro col pc si è basato su quattro fasi:

Un aspetto che ritengo molto importante e significativo è il momento della rielaborazione e della revisione dei lavori:
lavorando col pc i bambini hanno modo di riprendere in momenti diversi i lavori archiviati, modificarli e rielaborarli, attività che col quaderno diventa macchinosa e complessa,