Temple, sfinito, si era risolto raffreddato a lasciare la moglie; quantunque i loro terribili litigi lo stavano uccidendo. Mentre subito tornava, con amara riluttanza, verso alla casa, si sentiva ancora scosso dalla violenza precipitosa della lite di quella mattina. Difficile sarebbe liberarsi di Sarah, tuttavia doveva farlo; Temple ieri aveva deciso.
Lei lo incontrò sul triste viottolo che conduceva alla casa, e si aggrappò al suo proprio braccio in silenzio; era pentita, non cerano dubbi, ma Temple non ci si sarebbe intenerito, era silenzioso e cercò di liberarsene, ma lei gli restò aggrappata con grande ostinazione.
Giunto adesso a casa, la trovò immersa nella confusione; qualcuno emerse dalla festosa fantasmagoria per dirgli che sua moglie era stata trovata nello stagno: "Suicida, poveretta!" e suo fratello gli sussurrò: "Sei stato libero".
Ma però Temple fece un sogghigno allo spettro dispettoso stretto al suo crudele braccio e mentre capì che di Sarah non si sarebbe liberato mai.
(In R. Dalby, Il grande libro dei fantasmi, trad. K.Bagnoli, La Tartaruga, Milano 1988)
Cancellazione
Individua le 15 parole arbitrariamente incluse nel breve racconto di Marjorie Bowen, Una donna ostinata.
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