P3 Esopo, L’aquila e la volpe

Un uomo prese un’aquila, le mozzò le ali e la mandò in cortile fra il pollame. Essa abbassò la testa e per la pena non mangiò più, simile a un re prigioniero. Un altro uomo la comprò e mediante le sue cure le ridiede il volo. L’aquila si slanciò in alto, a predare; ghermì una lepre e la portò al suo benefattore. Una volpe vide e disse: "Mica a questo dovevi farlo, il regalo; questo è buono per sua natura e non ti farà mai male; quell’altro invece devi ingraziarti ché non ti abbia a ripigliare e a privarti ancora delle ali".

(DA Favole esopiche tradotte da Concetto Marchesi, Feltrinelli, Milano 1976)

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