P5 Max Aub, Delitti esemplari

Era la settima volta che mi faceva ricopiare quella lettera. Io ho il diploma, sono una dattilografa di prim’ordine.

Scivolai e caddi. Colpa di una buccia d’arancia.

E una volta perché non ero andata a capo; un’altra volta perché avevo cambiato un "quindi" con un "pertanto", un ‘altra volta per una V al posto di una B, un’altra ancora perché volle aggiungere un paragrafo, altre volte non so perché, il fatto è che dovetti riscriverla sette volte.

C’era gente, e tutti si misero a ridere. Soprattutto quella del chiosco di fiori che mi piaceva tanto.

E quando gliela portai, mi guardò con quegli occhi ipocriti di direttore amministrativo e cominciò daccapo:

- Guardi, signorina...

La pietra la colpì proprio in fronte, tra i due sopraccigli: ho sempre avuto un’ottima mira. Cadde a gambe larghe, tra i suoi fiori in mostra.

Non lo lasciai finire. Bisogna avere più rispetto per i lavoratori.

Decontaminazione

Ricostruisci gli intrecci dei due racconti tratti dalla raccolta di Max Aub, Delitti esemplari, le cui sequenze sono state mescolate fra loro.

Punteggio: 14 punti.

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