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La suspense in "The Fly-paper"

Tutto il racconto è caratterizzato da un'atmosfera di suspense crescente.

Tre sono i principali momenti attraverso i quali si dipana questa tecnica narrativa.

La prima situazione che ci viene presentata è una azione di routine: Silvia, come ogni mercoledì, prende l'autobus per recarsi alla lezione di musica.

Ben presto vengono introdotti elementi che creano una sensazione di disagio nella protagonista: sull'autobus l'aria è afosa, un uomo comincia a fissarla e Silvia non si sente vestita in modo appropriato. La sensazione di disagio è cioè attribuita da Silvia a se stessa, al fatto di indossare un vestito troppo pesante per la stagione, ma quando l'uomo le rivolge la parola e addirittura si mette a cantare il disagio diventa sorpresa e vergogna. Si sente imbarazzata e non sa come reagire. Ma, ripete a se stessa, non è nervosa: la presenza della gente la tranquillizza. Inoltre fortunatamente una donna le viene in aiuto e rimprovera lo sconosciuto con l'intento di proteggerla; questa presenza femminile e il fatto di trovarsi sull'autobus con altra gente creano una situazione di momentanea sicurezza in Silvia

La seconda parte del racconto ha inizio quando Silvia scende dall'autobus e, fermatasi incantata davanti alla vetrina dei dolciumi, ritrova l'uomo che aveva stravolto la normalità della sua giornata. Dall'immagine della tranquillità della vetrina ripiena di dolci e canditi Silvia passa ad una sensazione di terrore, quando l'uomo le rivolge nuovamente la parola e le tornano alla mente gli ammonimenti, i racconti delle precauzioni e le allusioni a spiacevoli situazioni della nonna. L'uomo le chiede insistentemente di prendere un gelato in sua compagnia, ma ecco che la donna dell'autobus, che già era venuta in suo soccorso, ancora una volta la protegge dall'uomo dopo averlo minacciato di chiamare la polizia e le offre una tazza di tè a casa sua. Di nuovo segue una situazione di calma apparente in cui Silvia e la donna si avviano verso casa chiaccherando di cose poco importanti.

Questa tranquillità dura solo un attimo perché Silvia, voltandosi, vede dietro di loro l'uomo che la fissa; anche il paesaggio sembra a partecipare al disagio della protagonista per i particolari aspetti che vengono descritti: cave in disuso, capanni decrepiti.........

Dal momento in cui Silvia entra nella casa della donna, si presenta la terza e ultima situazione: la bambina non ha più motivo di dubitare di nulla. La donna si è sempre presentata rassicurante agli occhi di Silvia, infatti è l'unica che l'ha difesa dall'uomo di fronte a tutti. Di nuovo all'inizio tutto sembra procedere per il meglio:la cucina è pulita e fresca, la gabbia col pappagallino attira la curiosità della bambina e il rito di preparare i biscotti sul vassoio e di aiutare a fare il tè sembra riportare ad una routine quotidiana e tranquillizzante. Alcuni elementi però stonano e Silvia si sente ancora una volta a disagio. La casa non è bella, i fiori alla finestra sono di plastica, la vista della carta moschicida, con lo spettacolo degli insetti agonizzanti e intrappolati per sempre la sconcerta e le preoccupazioni della giornata le tornano alla mente in un attacco di panico.

E' con sorpresa che sente alcuni passi provenire dal vialetto ed è con stupefatto orrore che scopre chi entra disinvolto nella cucina.



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