PERSONAGGI SECONDARI

Elisabeth
William Frankenstein
Justine Moritz
Contadino e Moglie
Caroline Frankenstein
Beaufort
Ernest Frankenstein
Alphonse Frankenstein
De Lacey
Agatha
Felix
Safie
Il Turco

ELISABETH LAVENZA


Unica figura femminile di rilievo presente in tutto il romanzo. Ha quelle caratteristiche fisiche e morali che sono proprie delle figure femminili nella letteratura gotica; è bella e giovane, ama Victor Frankenstein ma allo stesso tempo è turbata da quello che il suo futuro marito sta progettando nel suo studio. Infatti come Mina Harcker (la protagonista femminile di Dracula) è promessa sposa ad un uomo che comincia a cambiare non appena il suo progetto prende vita. Elisabeth avverte un cambiamento in Victor e quindi è desiderosa di sposarsi al più presto. La giovane fanciulla è perseguitata da strane sensazioni che incutono terrore e raccapriccio. Il suo ruolo ai fini della storia è molto importante. Victor infatti subirà varie perdite affettive (la cui colpa è da attribuire al mostro), ma quello che spingerà Frankenstein a inseguire la creatura alla quale lui stesso aveva dato vita, sarà la morte di sua moglie. Elisabeth infatti muore durante la notte delle nozze, strangolata dal mostro. La sua figura è molto passiva e statica. Come ogni donna dell'epoca, era relegata in casa, paziente e docile, ed attendeva il ritorno di Victor (suo futuro marito), partito per laurearsi in medicina, da Ingolstad. Le donne come Elisabeth avevano un futuro inevitabilmente legato alla casa, da passare attendendo di sposarsi. Ella è intuitiva poiché avverte che Victor è combattuto e preoccupato e si sente impotente perché non comprende l'insoddisfazione del marito.


WILLIAM FRANKENSTEIN

Ultimo figlio di Alphonse e Caroline. E' la prima vittima del mostro ed infatti viene da lui strangolato, ancora in tenera età. Essendo il più piccolo della famiglia, era amato da tutti e la sua tragica morte lascia tutti sconvolti. Il colpevole del delitto è il mostro, ma alcune prove schiaccianti incolpano la fedele cameriera Justine.


JUSTINE MORITZ


Justine è la giovane cameriera che viene ingiustamente incolpata dell'omicidio del piccolo William. Ciò avviene perché nella tasca della sua gonna viene trovata la miniatura che William portava al collo il giorno della sua scomparsa. Per questo motivo tutti la ritengono colpevole tranne Elisabeth, poiché non la credeva capace di una simile azione, e Victor, che naturalmente era a conoscenza dell'identità dell'omicida. Questo la porta a confessare il delitto che non ha commesso, e a morire sul patibolo come un'assassina. In questo modo Justine diventa la seconda vittima del mostro e questo porta Frankenstein quasi alla follia. Ancora bambina, Justine ebbe la disgrazia di perdere il padre; da quel momento la madre cominciò a trattarla molto male. Accorgendosene, Caroline convinse la madre della bambina a mandarla a vivere in casa Frankenstein come cameriera. Justine divenne presto molto riconoscente e affezionata alla famiglia di Victor.


IL CONTADINO E SUA MOGLIE

Sono i genitori di Elisabeth fino a quando viene adottata da Caroline Frankenstein. Sono due persone rozze, povere e genitori di cinque bambini. Essi lasciano che Elisabeth venga adottata per garantirle un futuro certamente migliore di quello che avrebbero potuto offrirle. Sono personaggi secondari e privi di ogni importanza tanto che una traduzione poco fedele del libro non li cita, attribuendo a una sorella di Alphonse la maternità di Elisabeth.


CAROLINE FRANKENSTEIN

Madre di Victor. E' la figlia del migliore amico di Alphonse che, dopo aver perso quasi tutti i soldi che possedeva, si rifugiò nella città di Lucerna dove morì lasciandola sola e povera. Quando Alphonse la trova, seppure la differenza di età sia elevata, decide di sposarla. Essi passano i primi anni di matrimonio viaggiando; Victor infatti, nacque a Napoli. Caroline aveva un carattere caritatevole che la portò ad adottare Elisabeth. Ella ebbe tre figli: Victor,Ernest e William. Morì ancora giovane a causa della scarlattina che la contagiò. La morte di Caroline non è che la prima di una lunga serie che scosse profondamente la famiglia Frankenstein.


BEAUFORT


Miglior amico di Alphonse, nonché padre di Caroline. E' un commerciante molto ricco che per una serie di sfortunati eventi, si trova pieno di debiti. Dopo averli saldati tutti, si ritira a Lucerna per la vergogna e lì muore a causa di una malattia. Anche lui è un personaggio secondario che compare solo nel primo capitolo.


ERNEST FRANKENSTEIN


Fratello minore di Victor, infatti ha sette anni meno di lui. Con la sua nascita Alphonse e Caroline decidono di stabilirsi a Ginevra. Non viene minimamente descritto e praticamente non ha alcun ruolo nella storia. E' l'unico componente della famiglia (oltre a Caroline) che non muore direttamente o indirettamente a causa del mostro.


ALPHONSE FRANKENSTEIN

Padre di Victor, Ernest, William ed Elisabeth, nonché marito di Caroline. E' fornito di uno spirito caritatevole che lo porta a sposare la figlia del suo amico (nonostante l' elevata differenza d'età e la disastrosa condizione economica in cui questa si trovava) e ad accettare Elisabeth come figlia. Apparteneva ad una delle più note famiglie di Ginevra, che possedeva molte terre; con la famiglia conduceva una vita estremamente agiata che gli permette di garantire una buona istruzione ai figli. La tranquillità della famiglia viene profondamente scossa dalla prematura morte della moglie e dalle successive disgrazie quali l'omicidio del piccolo William che causò l'impiccagione ingiusta della giovane e fedele cameriera Justine e la perdita di Elisabeth durante la notte nuziale. Le numerose disgrazie lo portano a un invecchiamento precoce; per colpa dell'ultima sciagura arrecata alla famiglia, muore dal dispiacere. Ad Alphonse è dedicato quasi interamente il primo capitolo del libro, e ciò fa capire quanto Victor fosse affezionato a lui. Pur non essendo un personaggio principale (le sue azioni non influiscono in modo molto marcato sulle vicende), viene citato numerose volte.


GLI ABITANTI DELLA CAPANNA
DE LACEY

Il padre della famiglia, era un vecchio cieco dai capelli argentei e dal volto benevolo che irradiava affetto. Questo individuo mostrava costantemente un atteggiamento triste e sconsolato, ma gli bastava la vicinanza dei suoi due figli per riacquistare il sorriso. Si chiamava De Lacey, discendeva da una nobile famiglia francese e aveva vissuto per parecchi anni nel lusso, rispettato da tutti e amato dai suoi cari. Perse tutto quando fu arrestato, perché il figlio aveva liberato un prigioniero. Gli fu sequestrato ogni bene e fu mandato con la famiglia in esilio. Fu l'unico della famiglia ad avere un contatto pacifico con la creatura, forse favorito dalla sua cecità che non gli aveva consentito di vedere l'orrendo aspetto di quell'essere.


AGATHA

Figlia di De Lacey, era una giovane carina e garbata, soleva vestire semplicemente con una rozza sottana azzurra e un giubbetto di lino. Aveva due lunghe trecce bionde, ma senza ornamenti, e anche lei aveva un'espressione triste, ma molto paziente. Lavorava sia in casa che in cortile, senza sosta; aveva un animo sensibile e molto attento, si prendeva sempre cura del padre e del fratello.


FELIX

Felix, fratello di Agatha; era un giovane snello e aggraziato, dai lineamenti fini e delicati che trasmettevano un'infinita dolcezza. Era un ragazzo raffinato e dai modi gentili che non disdegnava di lavorare nei campi per il sostentamento della famiglia. I suoi occhi e il suo comportamento esprimevano tristezza e sconforto. Il motivo centrale del suo stato d'animo, era la lontananza della sua amata, che non vedeva ormai da tempo.


SAFIE

Figlia del prigioniero liberato da Felix, Safie era una fanciulla dal viso angelico e di una bellezza straordinaria; i suoi capelli, di un lucente nero corvino, erano intrecciati in modo curioso. Gli occhi, scuri ed espressivi, erano allo stesso tempo dolci e vivaci, i lineamenti regolari, la carnagione molto chiara con un tocco di rosa sulle guance. Era stata educata secondo i dogmi della religione islamica, ma la madre le aveva insegnato ad aspirare alle più alte facoltà dell'intelletto, e a quell'indipendenza che nel suo paese d'origine era proibita. Perciò era affascinata dall'idea di sposare un cristiano e di vivere in un paese dove anche le donne potevano avere un posto nella società.


IL TURCO
Il turco, era il padre di Safie, profondamente legato alla sua religione, si era dimostrato ingrato verso Felix, suo liberatore, ostacolando le sue nozze con la figlia, promesse durante la sua permanenza in carcere. Aborriva infatti l'idea di avere come genero un cristiano, pur conoscendo i sentimenti che legavano Safie al ragazzo. Rifugiatosi con la figlia a Livorno, è costretto a riprendere la fuga, lasciando alla giovane l'opportunità di raggiungere Felix e la sua famiglia.


L'incontro del mostro con questi personaggi, è l'ennesima prova di quanto siano superficiali gli uomini, fermandosi a guardare solo il suo aspetto fisico, senza tener conto della sua vera indole e dei suoi sentimenti. Dopo questo incontro, la creatura rifiuterà ogni contatto pacifico con l'uomo, perché consapevole che non c'è posto per lui nel mondo civile e mediterà vendetta contro il suo creatore.