HENRY CLERVAL



Frankenstein aveva stabilito un legame di profonda amicizia con uno dei suoi compagni: Henry Clerval che, nella storia di Frankenstein, interpreta la parte dell'amico più caro del protagonista.
Egli era il figlio di un mercante di Ginevra; era un ragazzo di talento e dalla fantasia singolare. Come Frankenstein si appassionava alla letteratura e allo studio delle materie legate alla filosofia naturale. Amava le imprese audaci, le difficoltà, persino il pericolo fine a se stesso. Aveva letto un gran numero di racconti fantastici e cavallereschi. Componeva canzoni eroiche e aveva iniziato a scrivere numerose storie di mistero e di avventura.
Sperava e sognava di diventare uno tra gli arditi e valorosi benefattori dell'umanità, annoverati dalla storia. Era generoso, d'animo buono, pieno di gentilezza e sensibilità. Sarebbe dovuto partire con Frankenstein per Ingolstad al fine di approfondire le sue conoscenze sugli studi che conduceva, ma tale progetto non era ben visto dal padre, dal momento che era un mercante di idee ristrette, e che vedeva nell'ambizione e nelle aspirazioni del figlio l'immagine del fallimento e dell'ozio.
Henry, quindi, dovette separarsi dall'amico e fu presente al momento della sua partenza, sentendosi profondamente afflitto per la sventura di essere privato di un'educazione liberale. Egli tuttavia riuscì ad intraprendere il suo viaggio di studi e, incontrando l'amico in un momento di malattia, si dimostrò affettuoso come una madre.
In questa parte del libro vengono messe in risalto le qualità positive di Henry: si possono infatti notare la sua devozione per l'amico, l'amore e la stima .
Visse con lui momenti di gioia (quando ad esempio compirono alcuni viaggi insieme) ma anche momenti di dolore (quando Frankenstein ricevette la lettera, nella quale veniva riportata la notizia della morte di William Frankenstein). Si dimostra dunque un vero amico e nel libro emerge anche il fatto che lui (in un certo senso) capisce Frankenstein: quando ad esempio Victor è turbato per la creazione dell'orribile essere, Henry deduce che qualcosa o qualcuno turbava l'amico; inizialmente egli attribuisce l'insolito spirito di Frankenstein alla gioia per il suo arrivo, ma poi, quando osserva più attentamente, scorge nei suoi occhi un'eccitazione che non riusce a spiegarsi. La fine di Henry però è tragica e terribile in quanto viene assassinato dal mostro che Frankenstein aveva creato.