IL CRONOTOPO


Cos'è il cronotopo?
Il cronotopo è definito da Bachtin "un tempo spazio", ossia una forma di interconnessione artistica, attraverso la quale la letteratura si impadronisce dei singoli aspetti di un tempo e di uno spazio, storico o fantastico. Nel cronotopo la fusione dei connotati spaziali e temporali di una determinata epoca si attua in un riappropriarsi del passato e degli uomini che lo abitano.

IL LUOGO DELLA CREAZIONE E LA VERA NATURA A CONFRONTO
Il laboratorio è una stanza solitaria, simile a una cella, posta all'ultimo piano della casa, e separata da tutte le altre stanze da un corridoio e una scala. E' un luogo cupo e squallido; per la stanza ci sono resti imputriditi di corpi sventrati che servono per la creazione del mostro. Qui Frankenstein perde la cognizione del tempo, e non si fa più vedere da nessuno; non risponde neanche alle lettere dei suoi cari. Resta nel laboratorio incurante di ciò che avviene all'esterno, completamente preso dalla sua opera. Dalla descrizione del tetro laboratorio, si può risalire al tempo in cui la scrittrice compone il romanzo, cioè al primo romanticismo-gotico.
Qui Frankenstein dà vita in modo "artificiale" a un corpo inanimato, rinnegando gli schemi della natura; perciò questo è il luogo emblematico di tutto il romanzo, in quanto le vicissitudini del creatore hanno inizio qui, dal momento in cui l'essere prende vita e si appresta a far parte di un mondo che gli è ostile.
Il secondo laboratorio si trova su una delle isole Orcadi, accanto a tre piccole casupole, ha due sole stanze, che mostrano tutto lo squallore della più nera povertà, il tetto di paglia è sfondato, i muri privi di intonaco e la porta scardinata.
Anch'esso è un luogo macabro, in cui lo scienziato si rammenta anche della sua precedente esperienza; egli è infatti piuttosto rassegnato e triste. Durante le pause che concede al suo lavoro, egli passeggia quindi malinconico in riva al mare, ormai convinto che l'unico modo per allontanare il mostro dalla sua vita sia creargli una compagna. In questo luogo isolato, il protagonista rimane per circa un mese, abbandonando poi il progetto.
A un luogo di tale desolazione, si oppone un posto dove la natura è incontaminata, la valle di Chamonix; lì Frankenstein si reca in seguito alla morte di William e della sua presunta assassina. Rivedendo il meraviglioso paesaggio, dove era già stato da adolescente, ritorna con la mente ai giorni felici di quando era ragazzo, dimenticando le sue recenti sventure.
Chamonix è una valle imponente, circondata da alte e nevose montagne; tra queste non si vedono nè castelli in rovina, nè campi fertili. Immensi ghiacciai raggiungono quasi la strada; è visibile l'altissimo Monte Bianco che si erge fra le guglie circostanti: la sua straordinaria cima domina la valle. Il suono dei lampi che giocano sulla vetta del Monte Bianco, e il rapido fluire dell'Arve, sono l'ideale per rilassarsi e trovare la tranquillità.
Tutto questo eleva Frankenstein al di sopra di ogni sentimento mediocre, e pur non riuscendo ad annullare il dolore, lo mitiga e lo calma; riesce a trascorrere notti tranquille, rasserenate dalla vetta nevosa incontaminata, dal picco scintillante, dai boschi di pini e dall'aquila librata in volo tra le nuvole. Tutto ciò lo invita alla pace.
Questo luogo d'incanto sarà devastato dalla presenza del mostro; svanirà allora la tranquillità del paesaggio e si respireranno anche qui angoscia e tensione.