IL NOME FRANKENSTEIN


La Shelley era stata una lettrice appassionata di romanzi gotici negli anni della sua prima gioventù, come testimoniano i suoi molteplici diari; essa aveva solo diciannove anni al momento della stesura del primo abbozzo di quello che sarà il più grande romanzo gotico di tutti i tempi. E questo, appunto, iniziava molto "goticamente", come abbiamo già ricordato, col classico "It was on a dreary night of November...". Anche nella scelta del nome del suo eroe, la giovane scrittrice attinse ad una moda della narrativa gotica, tendente a "germanizzare" (o anche "fiamminghizzare") i nomi, per evocare le origini più profonde dell' occultismo mitteleuropeo. Un'alternativa onomastica, anch'essa di moda, sarebbe stata la scelta di un nome italiano, sfruttando magari la nascita occasionale dello scienziato a Napoli. Ma non si trattava di un personaggio medievale o rinascimentale e la Shelley voleva certamente rendere omaggio alla tradizione alchimistica faustiana. Un'ipotesi "genealogica", non priva di una certa plausibilità, suggerisce che il nome sia stato ricavato per rielaborazione dai romanzi di M.Lewis; "Frankeheim" e "Falkenstein" sono infatti due nomi presenti nelle opere di Lewis. E' stata anche suggerita la possibilità di una fusione tra i nomi di "Franklin" (il patriota ed inventore americano) e "Wolfstein", il personaggio del St. Irvyne di P. B. Shelley, ma ci sembra francamente azzardata nonostante il famoso scrittore inglese sia stato il marito di Mary Shelley. Come azzardata ci sembra pure l'ipotesi affacciata da Norbert Kohl, secondo cui la Shelley sarebbe passata nei pressi di un borgo, residenza un tempo della casata dei Frankenstein. Il lettore di lingua tedesca non ignora certamente il fatto che la radice Franken- compare nel nome di decine di città o villaggi, come reminiscenza storica del vecchio dominio dei Franchi in Germania. Nella forma specifica che ci interessa essa sopravvive oggigiorno solo nel nome di due piccoli villaggi. Ed a completamento di queste nostre ricerche "topografiche" possiamo aggiungere che in Slesia esiste una cittadina, un tempo di nome "Frankenstein"-attuale Zabkowice in Polonia-che nel 1569 fu incorporata nel regno di Boemia, patria prediletta, come è noto, di vampiri, zingari misteriosi e altre amene stregonerie. Possiamo anche pensare a una ispirazione dal nome "Falkland", un personaggio di un celebre romanzo paterno. Ma non è da escludere, in ultima ipotesi, che nella matrice Franken-, la Shelley abbia voluto semplicemente evocare lo spirito rivoluzionario della Francia o rendere omaggio alla patria delle principali mode culturali del suo tempo: invece che francesizzare il "gotico", si sarebbe in tal modo goticizzato il "francese". Si scherza, ovviamente...