LA TECNOLOGIA NELL'ISTRUZIONE


La tecnologia multimediale è nata negli ultimi dieci - quindici anni, ma ha raggiunto un livello adeguato allo sfruttamento come strumento didattico solo negli ultimi sei o sette anni. Come dice Faggin, oramai abbiamo raggiunto un punto in cui quasi tutto è praticamente possibile, e c'è solo la corsa al "maggior realismo" come grafica e suono. Il problema che sorge è: una volta arrivati fin qui, come sfruttare questa tanto decantata multimedialità, se non per giochi e simulazioni sempre più raffinate? Trovo che le possibilità siano molte, ma si deve sapere verso che fronte dirigersi.Anni fa, nei libri di fantascienza, si pensava ad una società futura governata dai computer: con la conoscenza di computer che abbiamo oggi questo è irralizzabile. Infatti, fino ad adesso i computer sono stati macchine capaci di eseguire istruzioni (anche con variabili a seconda delle reazioni dell'utente) prescritte dai programmatori: un computer non ha la capacità di prendere decisioni, se non quelle che i programmatori avevano deciso che avrebbe potuto fare. Proprio per questi motivi un computer non potrà mai sostituire un insegnate, non più di quanto potrebbe farlo un libro. Come professore, un programma per PC, anche se complicatissimo, sarebbe sempre inflessibile: un insegnante non è in classe solo per declamare "is,ea, id", ma per spiegare i dubbi riguardo ai problemi specifici che ognuno ha in ogni tema; sa adattare il programma alla classe, scegliendo attività, verifiche che si adattino e a volte coinvolgano gli alievi. Un computer non potrebbe mai "avere delle idee" riguardo al programma didattico, a meno che queste "idee" non gli fossero già state inserite dai programmatori. Per concludere, un PC non può analizzare lo stile o il valore di una composizione secondo canoni variabili, quindi non riuscirebbe a valutare temi, schemi o versioni.
Il pc può essere, invece, un potentissimo strumento di apprendimento. Tralasciando le scuole sperimentali in cui ogni banco è dotato di un terminale, una classe con dei computer attrezzati all'insegnamento con un insegnante per dirigere e spiegare può dare risultati eccellenti: basti già vedere l'uso enorme delle enciclopedie su cd-rom, e l'utilità degli ipertesti. Avere vari ipertesti invece che libri di testo sarebbe molto più comodo e produttivo permettendo una gestione e un accesso alle informazioni molto più rapido ed efficiente. Uno non farebbe fatica a trovare qualsiasi informazione, o a paragonare varie materie. Si avrebbe inoltre, col sistema "a finestre", un modo molto più semplice di approfondire un argomento, o di passare ad una sezione correlata ad un'altra senza dover aprire un altro libro. Si dice una gestione "dinamica" delle informazioni perchè queste sono presentate all'utente in modo diverso a seconda delle esigenze: linee del tempo, tabelle, finestre...
La stesura di un ipertesto è un modo di approfondire moltissimo un argomento, di dissezionarlo sotto ogni aspetto e ricomporre i pezzi per scoprire nuovi lati e nuove idee ogni volta. Scrivere un ipertesto è utile per dimostrare che i PC non servono solo per i giochi (beh, anche), ma anche per imparare: non credo che leggendo due, tre libri avremmo imparato quello che abbiamo appreso in questi mesi di ipertesto. Volendo, potremmo andare avanti per mesi: se finiamo, è solo perchè ci siamo prefissati un limite di tempo...e abbiamo imparato. Da uno schema basilare di partenza (la suspense) siamo arrivati ad una struttura molto articolata, che va dall'intertestualità ai meccanismi della paura, dall'evoluzione del romanzo nei secoli all'analisi delle tematiche sociali dietro il titolo "Frankenstein ovvero il moderno Prometeo". E' stata un'esperienza da cui abbiamo imparato molto, ma che non va ripetuta con un altro romanzo: abbiamo già la struttura, non creeremmo nulla di nuovo. L'anno prossimo potremmo fare un altro ipertesto, ma con una concezione completamente diversa: che sia l'analisi degli scritti di un autore del mondo antico (NON PLUTARCO!), o un lavoro sulla concezione della filosofia nel mondo antico, ma qualcosa di nuovo, senza ripetere gli schemi già esplorati da questo ipertesto.
Volutamente ultimo tra gli strumenti didattici legati al PC (ma non per importanza) è Internet, che per colpa del suo troppo successo non è più utilizzabile bene: da una rete sperimentale per università, è diventata talmente grande che è impossibile o comunque molto difficile trovare ciò che si cerca: una ricerca sulla storia di Leonardo Da Vinci ha dato un trattato di 200 pagine sulla bicicletta di Leonardo! con le troppe informazioni, di cui molte troppo dettagliate, altre generali, e la stragrande maggioranza in lingua inglese, è diventato uno strumento il cui uso è un'impresa lunga e costosa, grazie anche a una Telecom che, alle soglie del 2000, paralizza lo sviluppo dell'Internet italiano con tariffe telefoniche impensabili per altri paesi. E poi si parla di "Italia proiettata nel terzo millennio"...