FAI UNA RECENSIONE DEL LIBRO FRANKENSTEIN

Milano,20-5-99 Cara Martina, ciao! Come va? A me molto bene, e spero proprio che questo valga anche per te. Scusami per averti risposto un po' tardi, ma sono stata molto occupata (sai, il fatto che ormai l'anno scolastico sia quasi terminato, non significa che non si debba più studiare, anzi...) e così ti ho trascurata un po', ma ti prometto che non accadrà più. Ma veniamo a noi: nella tua ultima lettera mi chiedevi di suggerirti un romanzo gotico da leggere durante le prossime vacanze, visto che la tua professoressa di italiano ha stabilito che dovete leggere tre libri di tre generi letterari diversi per poi ricavarne, come al solito, tre "schede-libro" con tanto di riassunto, analisi del linguaggio e del sistema dei personaggi. Sono contenta che tu abbia chiesto consiglio proprio a me e proprio a proposito dei romanzi gotici, perchè credo di poterti suggerire la lettura di un capolavoro di questo genere, ossia "Frankenstein" di Mary Shelley, che, in quanto tale, merita senza dubbio di essere letto. Ora ti scriverò in breve la trama: lo scienziato ginevrino Victor Frankenstein, incuriosito dalle scoperte in campo medico e scientifico risalenti al suo tempo, decide di applicare le nozioni imparate nella creazione di un essere umano più forte. Dedica moltissimo tempo alla realizzazione di tale progetto e la attende con ansia, ma una volta concluso il suo lavoro, si accorge di aver dato vita ad una creatura obbrobriosa e ritiene opportuno allontanarsi da essa. Il mostro però impara a conoscere gli aspetti più importanti della vita umana e affascinato cerca di trovare un posto anche per sè nella società, ma sentendosi rifiutato decide di punire la causa delle sue sofferenze, cioè il suo creatore. Ha così inizio una serie di omicidi che porteranno alla disperazione Victor Frankenstein e... Basta! Credo di averti già raccontato ciò che è necessario a farti capire quanto sia avvincente questo romanzo e se andassi oltre, raccontandoti anche il finale, ti rovinerei la sorpresa e così leggerlo non avrebbe più senso. L'unico neo di "Frankenstein" è che l'autrice dedica troppo spazio alla descrizione dei luoghi in cui sono ambientate le diverse scene e questo talvolta rende un po' noioso il romanzo, ma come afferma Pennac in uno dei dieci diritti del lettore, puoi saltare le pagine in cui la Shelley si dilunga troppo nel decantare la bellezza dei ghiacciai e dei laghi alpini. Ti consiglio, invece, di leggere con attenzione i capitoli dedicati ai delitti compiuti dal mostro, e agli stati d'animo delle vittime che tra l'altro, a mio parere, sono descritti molto bene, in modo tale da permettere al lettore di immedesimarsi nelle vicende, facendo scattare in lui una sorta di "timore psicologico"... Vedrai, ti sentirai coinvolta in ogni delitto e non verdrai l'ora di scoprirne la risoluzione. Inoltre, a lettura ultimata, ti troverai a riflettere a proposito della reale mostruosità della creatura. Mi spiego meglio: sono sicura che ti chiederai chi, tra lo scienziato e la sua creatura, è il vero mostro, se il primo che ha abbandonato l'essere partorito da mesi e mesi di duro e ininterrotto lavoro solo a causa del suo asetto, che lo ha portato apensare al terribile sbaglio commesso, o il secondo, che per vendicarsi del torto subito, non solo dal suo creatrore, ma da tutti gli uomini, si è macchiato di colpe imperdonabili. Insomma, mi sembra chiaro che quello della Shelley, come ti ho già spiegato è il romanzo gotico per antonomasia; per chi ama questo genere, leggerlo è un vero piacere. E' questo il mio caso, ma anche quello di molti dei miei compagni di classe, che hanno apprezzato a tal punto il libro da decidere, con il sostegno e l'indispensabile collaborazione della nostra insegnante di lettere, di crare un ipertesto che avesse come argomento principale "Frankenstein" che è stato ampliato, in circa quattro mesi di duro lavoro, da molti altri argomenti, come l'analisi della tematica della paura, del sistema dei personaggi, delle origini del romanzo gotico e tanti altri. Quella dell'ipertesto è stata un'esperienza molto interessante, oltre che costruttiva, e penso che sarebbe piaciuto anche a te collaborare a tale progetto. Bè, spero almeno che tu possa leggerlo, non appena il nostro "capolavoro" sarà su Internet e sono sicura che apprezzerai l'analisi del romanzo che i miei compagni ed io abbiamo effettuato. Marty, mi dispiace ma ora devo proprio andare; spero di averti convinta a leggere questo libro. Se sì, dopo averlo fatto scrivimi: desidero sapere se avevo ragione nel pensare che ti sarebbe piaciuto. Aspetto presto tue notizie, ciao la tua amica Lia