INDIVIDUA LE PROBLEMATICHE COLLEGABILI ALL'ATTUALITA'


Frankenstein, ovvero il Prometeo moderno. Anche il sottotitolo lo dice che questo racconto è destinato a rimanere attuale e lo fa con un aggettivo che nel corso degli anni è rimasto immutato. L'autrice Mary Shelley, moglie dello scrittore ben più famoso P. B. Shelley, avrà scritto questo libro per "gioco", per "ammazzare il tempo", ma sapeva quello che voleva scrivere e allo stesso tempo, scriveva di ciò che sapeva. Ma procediamo con ordine; quando l'autrice scrisse questo libro, era in una casa su un lago a Ginevra, ospite di Lord Byron, assieme al marito, Polidori, fedele medico/servitore di Byron e Lewis, anch'egli scrittore. Essi per distrarsi, decisero di scrivere a testa un libro dell'orrore e la Shelley lo fece. Influenzata dal paesaggio che aveva davanti a se decise di ambientare "Frankenstein" proprio a Ginevra, seguendo così una delle regole principali dello scrittore: lo scrittore scrive spesso di ciò che sa e che vede. E Mary Shelley conosceva bene certi aspetti di una società in evoluzione. Decise così di raccontare una storia che facesse tremare il lettore non solo grazie ad un meccanismo della paura molto forte. Ma facendo sentire lievemente colpevole... La trama, è nota a tutti Victor Frankenstein, studioso, in travagliata notte dà vita una creatura mostruosa che sfugge al suo controllo e che tornerà per vendicarsi. Un vero e proprio affronto alla scienza. La Shelley decise di inserire nel romanzo anche tutti quei componenti che caratterizzavano un genere letterario in evoluzione: il romanzo gotico. Così, inserì la classica storia d'amore, intrighi, misteri e omicidi, tutti componenti essenziali per costruire un romanzo gotico a tutti gli effetti. Il romanzo gotico o dell'orrore nasce infatti in Inghilterra nell' XVIII sec. e, come si sarà capito, nasce come "atto d'accusa" contro il progresso. In Inghilterra, infatti, siamo in piena evoluzione industriale e tutto si sta modernizzando.
E' una società che sta affrontando un grande salto verso il futuro, ma non tutto sembra così positivo. Molti problemi stanno infatti nascendo: l'inquinamento, la tecnologia, il lavoro reso sempre meno "artistico" e sempre più freddo e ripetitivo sono in aumento e come sappiamo, nel giro di 2OO anni, siamo arrivati ai giorni nostri. Ma siamo sicuri che questa tecnologia ci abbia fatto veramente evolvere non è invece vero che forrse siamo ancora al punto di prima o addirittura ci siamo involuti ricolleghiamoci a Frankenstein per cercare di rispondere a queste due non semplici domande. In "Frankenstein" son presenti delle problematiche non indiffirente e che emergono con estrema facilità se si riesce ad andare oltre alla storia d'amore tra Victor e Elizabeth, che invece è puramente ornamentale e decorativa ; in "Franeknstein" emerge una società corrotta fredda e frenetica.
L'autrice non è favorevole all'uso (spropositato) di marchingegni sofisticati per allungare o creare la vita ed è una sostenitrice del "detto non si può andare la natura poichè, essa fa il suo corso".
Ed è esattamente quello che penso io e non solo io di oggi della società di oggi. Infatti, ancora adesso, "Frankenstein" è un libro letto da molte persone le quali vedono in questo romanzo, naturalmente con le debite proporzioni una società molto simile alla nostra.
E' bene soffermarsi un attimo ad elencare quali siano queste problematiche.
Sicuramente la sete di sapere ma, non quella curiosità e quell'interesse che un uomo prova verso ciò che è sconosciuto in quanto essere pensante, ma quell'ambizione malsana che porta all'esagerazione di conseguenza alla follia. Come Victor Frankenstein non sa amare nient'altro che il suo lavoro, nel momento stesso in cui si rende conto che potrebbe creare la vita dalla natura inanimata ancora oggi molti scienziati sono così presi dal voler scoprire nuovi rimedi per cercare di curare certe malattie mortali ed incurabili, che forse commettono degli errori. Come può un medico essere veramente sicuro che un paziente, magari costretto a vivere come umn disadattato in solitidine, magari malformato per tutta la vita, voglia veramente continuare ad esistere? Certo, un medico deve svolgere il suo lavoro fino in fondo, altrimenti non sarebbe un medico veramente professionale, ma talvolta bisogna dimenticare i titoli di studio e pensare ai problemi da un punto di vista umano. La problematica più evidente quindi è quella dell'ambizione portata a livelli estremi; una seconda problematica molto attuale, è quella dell'omicidio come in Frankenstein, deforme ed incompiuto rifiutato dalla società troppo impegnata a guardare lo stato esteriore delle cose torna dal suo creatore per vendicarsi su di lui per averlo inventato ed assemblato con un aspetto tanto rivoltatante (e ucciderà quindi la sua famiglia), anche nella società odierna esistono delle persone emarginate per questo motivo la maggior parte di esse sono semplicemente delle persone stravolgenti ed eccentriche, che hanno quindi qualche problema ad ambientarsi in una società troppo "normale" per loro, ma altri soggetti, se rifiutati, possono sentirsi inferiori e tornano ad uccidere quelle persone che le hanno abbandonate.
Poi ci sono tante piccole cose che, assemblate insieme, nel romanzo creano paura.
In "Frankenstein" la fine è unica ed immutabile; Victor si renderà conto tardi che ha sbagliato a voler procedere nel suo esperiemnto sfidando ogni legge fisica e morale, almeno l'avrà capito oggi invece, ci sono molti scenziati e studiosi, convinti (e lo saranno sempre) che le loro invenzioni non soltanto siano utili, ma addirittura indispensabili ma certi esperimenti sulla materia, sono la causa di alcuni sbalzi innaturali che rompono l'equilibrio dell'ambiente. Mi riferisco naturalmente a certi esperimenti fatti su animali che comportano poi dei cambiamenti nel mondo animale e vegetale. Queste non sono scoperte positive, ma negative, e se vogliamo anche inutili. E' bello sapere che esistono certe creature, certe malattie, o certi luoghi sul pianeta ma non bisogna mai saperne troppo, poichè poi se ne vorrà sapere di più.
Al giorno d'oggi, quindi, tutto viene visto come una scoperta sensazionale e senza precedenti, senza che si realizzi subito la gravità dell'esperimento.
In questo "Frankenstein" è il libro più moderno che si possa leggere, allo stesso tempo nel romanzo della Shelley, non c'è proprio una totale e radicata repulsione verso la tecnologia e del resto neanch'io ce l'ho.
Io penso che sia la natura stessa dell'uomo che tende a comportarsi ripetendo la storia in cicli, ogni volta apportando delle lievi modifiche. Quindi possiamo rispondere finalmente alle due domande di prima. Sì, in alcuni casi un'evoluzione ovviamente c'è stata, ma visto che tutto è già stato fatto, si può soltanto ripetere in una maniera un po' più autonoma ed intelligente. Però bisogna prestare attenzione a ciò che si fa, poichè nessuno può cambiare il mondo. se esiste ancora qualcuno così utopistico, o meglio, così sciocco da crederlo, non solo lui, ma noi tutti pagheremo, come hanno pagato tutti i protagonisti di Frankenstein, (mostro compreso), soltanto per un'errore di un singolo.