IL MOSTRO



Il mostro, nel romanzo di Frankenstein, ha un ruolo fondamentale. Tutta la storia, infatti, gira intorno agli eventi tragici che la sua furia scatena e che si ripercuotono sul suo creatore e la sua famiglia.
Egli non è altro che il risultato di un esperimento non riuscito, qualcosa che non avrebbe mai dovuto essere portata avanti dallo scienziato Frankenstein, poichè non rispettava le leggi della natura. Quando la creatura di Frankenstein prende vita, è sola, dal momento che lo scienziato l'ha abbandonata al suo destino dopo essersi reso conto del suo fallimento: aveva originato un mostro. Quest'ultimo, quando apre gli occhi, è esattamente come un qualsiasi essere umano al momento della nascita: avrebbe bisogno di qualcuno che gli stesse accanto, per rispondere alle sue incertezze ed ai suoi dubbi. Il mostro non ha chiara la sua identità, ma si sente comunque rifiutato poichè, seppur ancora non del tutto cosciente, ha fatto in tempo a vedere il suo creatore mentre fuggiva inorridito, abbandonandolo.
Agendo d'impulso anche il mostro scappa lontano, vagando per giorni senza meta nei pressi di un bosco. Qui acquisisce via via consapevolezza di sè: udendo ad esempio il canto degli uccellini e provando ad imitarli, scopre quanto sgraziata sia la sua voce rispetto a quei canti soavi.
Infine incontrerà un uomo e tutto intorno a lui crollerà: gli verrà fatto intendere che il suo aspetto è orribile, ripugnante, così diverso da quello degli uomini, così insopportabilmente differente dal portarlo ad essere emarginato da tutto e tutti.
E' deforme e per questa sua caratteristica estetica non verrà mai accettato. Dalla consapevolezza di ciò nascono in lui sentimenti negativi, come ad esempio la rabbia e l'odio. Sconsolato si nasconde in un casolare, dove gli si aprono tuttavia nuove prospettive: da qui può infatti osservare una famiglia (Felix, Agatha e De Lacey ). Scopre così il linguaggio che usano gli umani per comunicare e lo apprende rapidamente, mostrando grande intelligenza e forza di volontà: il suo obiettivo è ora quello di migliorare la sua parte interiore, nella speranza che qualcuno possa andare oltre le apparenze e scoprire il suo carattere gentile e colto. Ma quando anche questo tentativo fallisce poichè, malgrado tutto, è comunque disprezzato (sempre e solo per il suo aspetto): si scatena in lui una furia distruttrice, che lo porta poi a commettere orribili delitti nell'intento di vendicarsi della causa delle sue sventure: il dottor Frankenstein.
Il personaggio del mostro è estremamente drammatico poichè egli è comunque una vittima, prima della manipolazione di una vita umana a scopi scientifici, incuranti delle ripercussioni che il loro esperimento avrebbe potuto avere, poi della superficialità umana dovuta al pregiudizio, infine del disinteresse, anche da parte del suo creatore, riguardo ai suoi sentimenti.
C'è dunque da chiedersi chi sia il vero mostro del racconto; soprattutto può essere oggetto di riflessione quanto differentemente si comporterebbe la società in cui viviamo oggi se si dovesse trovare di fronte a un personaggio che incarni il mostro del racconto.
C'è da augurarsi che egli non debba fare la stessa fine del romanzo,cioè quella di morire in solitudine tra i ghiacciai.