SCIENCE FICTION

Molti studiosi della "science fiction" come Brian Aldiss, R.Scholes o E.S. Rabkin, intitolano simbolicamente il primo paragrafo del loro lavoro "Il primo secolo dopo Frankenstein"; questa è una prova dell'importanza che ha assunto questo libro per il suo carattere fantascientifico. Non possiamo rispondere alla domanda di Umberto Eco che chiedeva se i lettori sono consapevoli dell'importanza del romanzo Frankenstein, anche se possiamo esprimere un'opinione favorevole per la fortuna cinematografica del soggetto. La fantascienza stabilisce un rapporto con l'immaginario collettivo di massa; i personaggi sono figure ricorrenti e quindi un susseguirsi di TOPOI. Per capire il motivo per il quale la Shelley ha scritto il romanzo in questa chiave letteraria, abbiamo la possibilità di ricavare alcune riflessioni scritte nella prefazione della prima edizione, elaborata dal marito, ma da lei firmata e certamente condivisa. In essa assistiamo per la prima volta alla distinzione di un'opera di fantasia tra un fantastico d'invenzione e un fantastico del possibile; questo segna il grande bivio della moderna produzione fantascientifica che pone tale produzione su piani diversi di lettura, interpretazione e anche di riflessione filosofica. Pur incontrando Mary Shelley sempre citata come creatrice del mostro, non abbiamo mai trovato un riferimento esplicito della sua ragionata Prefazione. Invece ci sembra che essa sia la testimonianza di una visione anticipatrice dei temi della science fiction, formulata per dare alle stampe il primo romanzo fantascientifico. Così ritroviamo una collocazione della vicenda di Frankenstein nel quadro della ricerca scientifica contemporanea dell'epoca; si tratta, infatti, di un romanzo fantascientifico vero e proprio, dotato delle principali caratteristiche del futuro genere, pensato in un'epoca di grandi illusioni nei progressi della scienza. Tutta la parte introduttiva è già materiale "classico" della narrazione di science fiction avvenire; da sola non basterebbe però a fare del racconto un'opera di fantascienza. L'autentica "novità fantascientifica" del romanzo sta nel fatto:
1. Di aver creato un contesto di possibilità "scientifica" per un avvenimento irreale
2. Di aver dato forma a incubi e paure diffuse dal progresso della scienza (oltre che a incubi e paure d'ordine psicoanalitica)
3. Di aver fatto scaturire la struttura narrativa (l'avventura) direttamente dal conflitto scienza-antiscienza (o, più in generale, realtà-irreltà)
Oltre a questi punti, che sono quelli che hanno mutato la vecchia narrazione, nel romanzo vi sono anche dettagli come la figura dello scienziato pazzo, la scienza come manipolazione, il Mostro come antesignano degli androidi, che hanno maggiormente colpito l'immaginario di massa.
Inoltre è significativo l'espediente narrativo iniziale, che permette all'autore-narratore di delegare la veridicità della vicenda a delle lettere scritte in base al racconto di terzi.
Le principali discipline scientifiche del nostro tempo hanno trovato un referente all'interno della science fiction, per lo più nel senso di un loro smisurato e incontrollabile sviluppo, oppure in forma comparativa di livelli diversi di civiltà, quando non più semplicemente come ingredienti descrittivi o narrativi; tra le scienze moderne non potevano mancare la psicologia e la psicoanalisi. Anche in Frankenstein sono presenti queste discipline, basti pensare alla tematica dell'alter-ego Frankenstein-Mostro oppure all'incubo fantapsichico carico di orrore-seduzione provocato dalla minaccia che fa il Mostro a Frankenstein, quando dice che lo seguirà nel suo viaggio di nozze. La Creatura, infatti, riuscirà ad eliminare Elisabeth, legando così il proprio destino a quello di Victor. Il tema della morte domina quindi la parte conclusiva della vicenda, risolvendo così il conflitto fra gli opposti. C'è infatti un rapporto di amore-odio che lega i due personaggi maschili, e ritroviamo questo legame contraddittorio nel romanzo di Robert Louis Stevenson "The strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde".
Un altro interessante particolare riguardante il romanzo "Frankenstein" è il fatto che Victor non si lasci minimamente sfiorare dalle grandi questioni sociali del suo tempo. Lo scienziato non è infatti un rivoluzionario, mentre lo è molto di più il Mostro, dimostrandosi particolarmente sensibile alle condizioni di sofferenza degli umili e degli oppressi, per evidenti ragioni di solidarietà. Per l'autrice, comunque, la liberazione del "moderno Prometeo" non si basa soltanto sull'azione politica, bensì su altri elementi: l'etica, la ricerca scientifica, il gesto esemplare, l'ardire filosofico, la coerenza ideale, il sacrificio personale e quindi, in fondo, anche l'esempio. La Storia rimane sullo sfondo e affiora in momenti imprevedibili, ma soltanto per datare la vicenda, e ciò appare come un ulteriore espediente narrativo, un tentativo di accreditare come veri, avvenimenti che invece sono irreali.
La fantascienza si è impadronita dei personaggi prometeici "classici", trasformando la lotta contro l'Inconoscibile da oggetto di riflessione etica, in manifestazioni di libera creatività fantastica. La science cede il passo alla fiction quando ancora ignota e incerta era la capacità di uno sviluppo veramente autonomo del pensiero scientifico.
Alcuni elementi della figura di Frankenstein fanno sì che il romanzo possa essere definito un'opera fantapolitica e fantascientifica nel senso più profondo del termine. Nonostante l'intento della Shelley non fosse quello di scrivere un romanzo di carattere fantascientifico, fattori politici, storia del pensiero, avvento della fantascienza, sopravvento del cinema, hanno determinato il cambio di "destinazione". Possiamo concludere dicendo che il romanzo Frankenstein ha avuto nella storia della science fiction un ruolo fondamentale, e che l'autrice ha il merito di aver scoperto un nuovo genere letterario.