IL GOTICO IN SE'


IL TERMINE GOTICO


Il termine "gotico" significava originariamente qualcosa che aveva "a che fare con i goti", o con le tribù dei barbari del nord che ebbero un ruolo alquanto ingiustamente denigrato nel crollo dell'impero romano; anche questo significato apparentemente letterale è meno semplice e conosciuto di quanto appare. Gli stessi scrittori del XVII secolo e degli inizi del XVIII secolo che usavano il termine in questo senso non avevano infatti sempre una chiara idea di chi o come fossero i goti. Una delle informazioni certe era che i Goti venivano dall'Europa del Nord, per cui il termine prese ad ampliarsi, a diventare praticamente un sinonimo di "teutonico" o "germanico", pur conservando le sue implicazioni di barbarie.
Ciò doveva tuttavia cambiare nel corso del XVIII secolo; in primo luogo si ebbe infatti uno spostamento del valore del termine dal suo significato geografico a quello storico. Il termine gotico servì a designare vicende medioevali, anzi tutte quelle storie antecedenti a circa la metà del XVII secolo. A questa si accompagnava naturalmente un'altra connotazione: se gotico aveva a che fare con la barbarie post-romana nonché con il mondo medioevale, se ne deduceva che era un termine da poter usare in contrapposizione a "classico". Laddove il classico era ben ordinato, il "gotico" era caotico, laddove semplice e puro, il "gotico" era ricercato e involuto, laddove i classici offrivano un insieme di modelli culturali da seguire, il "gotico" rappresentava l'eccesso e l'esagerazione, il prodotto dei barbari e dei selvaggi.
Questi ampliamenti nel significato hanno una loro logica che può essere percepita; quanto però sopravvenne verso la metà del XVIII secolo ebbe a che fare con un mutamento dei valori culturali. Una dimostrazione di questo si ha osservando che, pur conservando la parola "gotico", questo insieme di significati, fu il valore posto su ciascuno di essi a mutare radicalmente. Non è possibile trovare una data precisa a tale cambiamento, ma è certo che esso fu di proporzioni enormi, tali da influenzare zone intere della cultura del XVIII secolo, architettonica, artistica e letteraria; accadde che il medioevale, il primitivo, il selvaggio, finirono per assumere un valore positivo in sé e per sé. Il "gotico" sosteneva il "gusto all'antica" di contro a quello moderno, il barbarico rispetto al civilizzato, la crudezza di contro all'eleganza, gli antichi baroni inglesi di contro alla piccola nobiltà cosmopolita, infine l'inglese e il provinciale di contro all'europea. "Gotico" equivaleva ad arcaico, a pagano, a quanto precedeva, o si contrapponeva, o resisteva alla costituzione di valori civilizzati e di una società ben ordinata. Così vari scrittori, prendendo spunto da ciò, cominciarono a vantare l'importanza di tali qualità gotiche e a sostenere, nella fattispecie, che i frutti del primitivo e del barbarico possedevano un fuoco, un vigore, un senso della magnificenza di cui la cultura inglese aveva tremendamente bisogno.

IL ROMANZO GOTICO E LA NARRATIVA GOTICA


In un contesto letterario, il termine "gotico" viene più che altro applicato ad un gruppo di romanzi scritti tra il 1760 e il 1820. Le caratteristiche tipiche del romanzo gotico sono:
- Una certa enfasi nel descrivere il terrificante, una frequente insistenza sulle ambientazioni arcaiche.
- Un uso cospicuo del sovrannaturale
- La presenza di personaggi estremamente stereotipati
L'elemento che sembra più universale nel genere, è la presenza di uno spettro o di un mostro. Inoltre si osservano: un particolare atteggiamento verso il recupero della storia; un tipo peculiare di stile letterario; una versione di "irrealismo" autocosciente; una maniera di rivelare l'inconscio; legami con il primitivo, il barbarico, il proibito. Tutti questi significati si sono attaccati in un modo o nell'altro all'idea della narrativa gotica, e il nostro attuale modo di intendere il termine è di solito una concatenazione di essi.

Per quanto riguarda invece la narrativa gotica, durante il periodo della "prima fioritura", e cioè tra il 1760 e il 1820, appare a un primo sguardo come un "corpus" relativamente omogeneo di scritti, collegati stilisticamente, tematicamente e ideologicamente; questo però è un'illusione che, ad un'indagine più serrata, svanisce, per rivelare un insieme disparato di opere. In primo luogo occorre sottolineare che, entro i limiti circoscritti del pubblico dei lettori dell'epoca, era una forma estremamente copiosa e popolare di narrativa; nell'ultimo decennio del Settecento, dominò praticamente il mercato della narrativa. Molti dei romanzi erano ambientati nel passato, talvolta solo nominalmente, talaltra con considerevole sforzo veridico.