ANALISI DEL TITOLO


Le disgrazie di Victor Frankenstein sono già espresse implicitamente nel titolo: "Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo". Secondo una leggenda greca Prometeo era un titano, nato dalla ninfa Climene e dal titano Eurimedonte; i fratelli di Prometeo erano tre: Atlante, Menezio ed Epimeteo. Il primo sapeva tutto di ciò che si nasconde nelle profondità marine ed era ricchissimo come il fratello Menezio; Epimeteo, il cui nome significa alla lettera "colui che capisce dopo", era affettuoso, ma poco intelligente. Prometeo stesso, il cui nome significa "colui che capisce prima", era il più intelligente dei fratelli. A lui erano state insegnate da Atena tutte le arti possibili; egli le aveva a sua volta trasmesse agli uomini "mangiatori di pane", tanto da arrivare a essere considerato l'amico degli uomini per eccellenza. Un giorno sorse un litigio a causa di un toro sacrificato che avrebbe dovuto essere diviso a metà tra uomini e dei, ma non si riusciva a stabilire quale parte dovesse essere destinata agli dei e quale agli uomini. Si decise allora di affidare la contesa a Prometeo, che aveva ottimi rapporti tanto con gli dei quanto con gli uomini. Egli scuoiò il toro e fabbricò due sacche; nella più grande, fatta con la pelle, mise le ossa avvolte nel grasso, nella più piccola, fabbricata invece con il ventre dell'animale, la carne. Donò infine i due sacchi a Zeus perchè scegliesse quale tenere e Zeus cadde nell'inganno. Accortosene, decise di vendicarsi togliendo agli uomini il fuoco. La vita per tutti gli uomini divenne perciò un autentico inferno, poichè il fuoco è da sempre elemento vitale per l'uomo. Fu proprio lo stesso Prometeo a decidere di porre fine alla sofferenza degli uomini; riuscì ad arrivare sull'Olimpo, poichè gli era consentito l'accesso e a rubare ad Apollo una scintilla di fuoco nascondendola in un ramo di finocchio. Ciò accrebbe a dismisura l'ira di Zeus, che ordinò a Efesto di forgiare una bellissima figura femminile, chiamata Pandora. Ella fu offerta a Epimeteo, ma egli la rifiutò perchè Prometeo gli aveva ordinato di non accettare regali da Zeus. Quest'ultimo si infuriò, fece incatenare Prometeo nudo sulla vetta più alta del Caucaso e incaricò un avvoltoio di rodergli il fegato che gli ricresceva ogni notte perchè soffrisse in eterno. Credendo Epimeteo di essere la causa della sofferenza del fratello, acconsentì a sposare Pandora. Ella era perfida e pigra e girava per casa annoiata. Un giorno le capitò tra le mani un vaso che Prometeo aveva affidato al fratello raccomandandogli di non aprirlo per nessun motivo. Pandora però, forse per dispetto, forse per noia, lo aprì e dal vaso uscirono tutti i mali: la vecchiaia, la morte, la malattia, la pazzia... per ultima uscì la speranza chiusa nel vaso da Prometeo, che probabilmente immaginava che il fratello, notoriamente poco intelligente e sua moglie, creata volutamente maligna, avrebbero disobbedito al suo ordine di non aprire il vaso.
Nel frattempo Prometeo incatenato fu visto dal semidio Eracle, sempre in cerca di avventure; egli chiese a Zeus di poter liberare Prometeo. Zeus, a causa del debito di gratitudine che aveva con Prometeo, iniziava a pentirsi della sua azione, si impietosì e acconsentì alla richiesta di Eracle.

Trasferendo le tematiche del mito di Prometeo al romanzo della Shelley, possiamo capire la scelta di quest'ultima di dare alla sua opera il titolo di: "Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo". Come il "gigante buono " dell'antica mitologia greca ha voluto sfidare e ingannare le divinità, avendo quindi la presunzone di essere superiore ad esse, anche Victor creando l'automa, ha in qualche modo sfidato le forze della natura. Ad entrambi questo gesto è costato caro, perchè sono ambedue stati costretti a "farsi rodere il fegato per l'eternità", ovvero a soffrire impotenti, uno perchè non può contrastare la decisione di Zeus, tanto più che è incatenato ad una roccia, l'altro perchè è ormai schiavo del mostro che egli stesso ha creato. I dolori e le sofferenze di entrambi si ripercuotono anche sui familiari; infatti Zeus per punire Prometeo dona una donna perfida ad Epimeteo, che si troverà costretto ad accettarla perchè Zeus non accresca ulteriormente le sofferenze del fratello. Anche in Frankenstein a pagare la cattiveria del mostro saranno le persone care a Victor, che saranno una dopo l'altra uccise dall'automa.






Per indicare gli uomini viene spesso usato l'epiteto alphestes, la cui radice presenta alcune incertezze. Secondo l'ipotesi l'epiteto veniva dal verbo alphano, produrre, quindi significherebbe "operoso". E' più probabile però che derivi da alphi, farina d'orzo, e edo, mangiare, quindi mangiatori di pane, per distinguere l'uomo dal dio, che invece mangia nettare e beve ambrosia. Esiodo che ha narrato le vicende di Prometeo, chiama bios la spiga di grano; l'uomo è mortale perchè mangia pane, mentre il dio che non lo mangia è immortale.
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Il fatto che la carne sia stata nascosta da Prometeo nello stomaco del bue sacrificato, indica la grande necessità di cibo degli uomini .
Da sempre per i greci lo stomaco è infatti la parte ripugnante per eccellenza tanto dell'uomo quanto dell'animale, e il fatto che Prometeo, pur di aver la carne, l'abbia nascosta nel ventre lascia riflettere sul fatto che, per aver da mangiare, gli uomini fossero disposti a darle una parvenza di ripugnanza. Ed è proprio questa parvenza di ripugnanza a spingere Zeus a scegliere un'altra sacca, fabbricata con la pelle, ingannato dall'aspetto più gradevole. Perciò verrà agli uomini la carne , ma in questo modo essi saranno comunque schiavi del ventre, perchè potranno soppravvivere solamente nutrendo in continuazione una fame che non riescono a saziare.
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La chiave di lettura del mito di Prometeo può essere identificata sostanzialmente nei due verbi "donare e nascondere", dal momento che l'intera vicenda gira intorno a doni rifiutati, portati via, truccati. A Zeus viene offerto di scegliere la parte del bue che preferisce, ma contemporaneamente gli viene nascosta la carne; così egli si vendica, nascondendo il fuoco agli uomini. Il fuoco verrà in seguito rubato dallo stesso Prometeo, che poi lo nasconde in un ramo di finocchio per portarlo sulla terra.
La vendetta di Zeus sarà donare ad Epimeteo Pandora, donna tanto bella quanto pigra e malvagia che sarà la maledizione degli uomini.
Quindi, ciò che non è donato è in qualche modo nascosto (Prometeo nasconde la carne nel ventre per non donarla a Zeus), ma per gli dei anche il donare è un nascondere poichè sotto ogni loro dono vi è un inganno (si pensi a Pandora, una sorta di maledizione per gli uomini camuffata da dono); gli uomini sono quindi costretti, se vogliono avere un bene, a subire molti mali (l'avere la carne determina la mancanza del fuoco, la condanna di Prometeo e l'arrivo di Pandora).
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Nei testi della mitologia greca Prometeo appare solo raramente e non nei panni di inventore del fuoco. E' infatti Hermes che prende "il suo posto" negli inni omerici. L'etimologia della parola pramanta(che significa la fiaccola, dal nome di Prometeo), allora cadrebbe. Uno dei tanti etimi è quello che rimanda a Pramanthu, che in coppia con Manthu, il fratello, è la figura mitica indiana. Ne sarebbe ombra la coppia greca Prometeo, il previdente, e Epimeteo, l'imprudente, cioè il suo "alter ego". Comunque la radice indoeuropea man- rimanda al significato "prudente" e "dai pensieri scaltri, ingannevole".
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