LO STILE E IL LESSICO

"Frankenstein" narrato in prima persona, prevale nella narrazione il linguaggio emotivo. In questa sezione dell'ipertesto vogliamo argomentare e motivare questa nostra tesi attraverso il commento di alcune frasi tratte dal romanzo in inglese e contemporaneamente dalla traduzione italiana con alcune osservazioni sul cambiamento di alcune espressioni nella traduzione, motivando la scelta delle frasi ed evidenziando le parole o le frasi in cui è particolare evidente l'uso di un linguaggio emotivo. Il linguaggio emotivo è quello in cui prevale la funzione espressiva; chi scrive orienta la comunicazione sul mittente, sulle sue impressioni ed emozioni. La lingua trasmette allora anche sensazioni o intuizioni. I testi appaiono più spontanei e diretti, a volte quasi irrazionali (ad esempio "che gioia!" ma sono anche presenti espressioni più lunghe in cui ci si preoccupa più del contenuto che della forma). Jakobson definisce la funzione emotiva come quella in cui il mittente manifesta le sue emozioni. Il linguaggio emotivo è spesso caratterizzato da alcune strutture linguistiche quali la ricorrenza di interiezioni, esclamazioni e punti di esclamazione, verbi in prima persona, parole che diano una connotazione soggettiva, il ricorso a particolari tecniche narrative e la presenza di ripetizioni o espressioni scorrette. Abbiamo deciso di analizzare le frasi dividendole in quattro ambiti relativi a Victor, al mostro, alla paura e al rimorso. Segnaliamo inoltre che la traduzione usata è di Maria Paola Saci e Fabio Troncarelli.

Victor
*I was capable of a more intense application,and was more deeply smitten with the thirst for knowledge./Io ero capace di maggior concentrazione ed ero animato di una più ardente sete di conoscenza.Questa frase evidenzia la grande voglia di sapere di Victor, che lo porterà in seguito alla creazione dell'automa. Le espressioni dove prevale il linguaggio emotivo sono due: la prima, nel testo inglese "was deeply smitten" ero profondamente colpito, tradotto con "ero...animato", la seconda è "thirst for knowledge" letteralmente tradotto con "sete di conoscenza". Tali sintagmi evidenziano la voglia di sapere di Victor e quanto egli sia da essa mosso fin dalla prima infanzia.

*The world was to me a secret which I desired to divine. Curiosity, earnest research to learn the hidden laws of nature, gladness akin to rapture, as they were unfolded to me, are among the earliest sensation I can remember./Il mondo era per me un mistero da scoprire. Curiosità, bruciante volontà di impadronirmi delle leggi segrete della natura, e una felicità vicina all'estasi quando esse mi si svelavano:queste sono le prime sensazioni che riesco a ricordare.Viene di nuovo ribadito il desiderio di sapere, che si fa talmente forte da voler scoprire le leggi della natura. In tutta la frase prevale il linguaggio emotivo, a partire dalla prima proposizione, "the world was to me a secret which I desired to divine", nella traduzione "il mondo era per me un segreto da scoprire"(va in questa frase evidenziato il verbo inglese "divine", che in italiano non può essere tradotto in altro modo che con "scoprire, ma il cui significato è più forte di quello italiano). In seguito sono significative alcune parole quali "earnest research", "bruciante ricerca", tradotta con volontà, "to learn the hidden laws of nature", "di impadronirmi delle leggi della natura"(alla lettera di "imparare le leggi della natura"), "rapture", rapimento o estasi, e anche nell'ultima frase "are the earliest sensations which I can remember", "sono le prime sensazioni che riesco a ricordare".

*No human being could have passed a happier childhood than myself./Nessuna creatura ha mai trascorso un'infanzia felice come la mia. La frase evidenzia il contrasto tra l'infanzia felice di Victor e la sua età adulta trascorsa tra continui tormenti e sofferenze: è per questo motivo che, pur non prevalendo il linguaggio emotivo, lo si può capire dalla mancanza di parole o espressioni forti. Essere umano, in inglese human being, viene tradotto con creatura. Cambia il significato letterale del verbo (could have passed, avrebbe potuto trascorrere, viene reso con ha mai trascorso) e il comparativo, che in inglese è di maggioranza e in italiano di uguaglianza.

*My temper was sometimes violent, and my passions vehement; but by some law in my temperature they were turned, not towards childish pursuit, but to an eager desire to learn, and not to learn all things indiscriminately./Il mio carattere era talvolta violento e le mie passioni focose, ma per qualche legge insita nella mia natura queste non si traducevano in giochi infantili bensì in un ardente desiderio di apprendere, ma non di imparare tutto indiscriminatamente. La passione di Victor è rivolta fin da piccolo a un impaziente desiderio di scoprire qualsiasi cosa colpisca il suo interesse, aspetto caratterizzante del suo personaggio. Non possono certo sfuggire aggettivi come vehement, reso con "focoso", violent, violento, "eager desire to learn", desiderio ansioso di imparare,per i traduttori "ardente desiderio di apprendere".

*From this day natural philosophy, and particularly chemistry, in the most comprehensive sense of the term, became nearly my sole occupation./Da quel giorno la filosofia naturale, e in particolare la chimica, nel senso più vasto del termine, divennero quasi la mia unica occupazione. Inizia qui la grande passione di Victor per la chimica, che diventerà "quasi la sua sola occupazione" ("nearly my sole occupation"). Anche in questa frase non ci sono molte espressioni che evidenzino la presenza di un linguaggio emotivo, ma questa frase è ugualmente importante perchè esprime la sua grande dedizione al lavoro. *The stars often disappeared in the light of morning whilst I was yet engaged in my laboratory...I paid no visit to Geneva,but was engaged, heart and soul, in the pursuit of some discoveries which I hoped to make./Spesso le stelle impallidivano alla luce del mattino mentre ero ancora occupato nel mio laboratorio...Non tornai mai a Ginevra, ma mi impegnai, anima e corpo, nel tendere ad alcune scoperte a cui speravo di arrivare. La passione di Victor per la scienza arriva al punto di lavorare anche di notte, come esprime uno dei verbi chiave del linguaggio emotivo nella frase, "disappeared", nella traduzione "impallidivano", riferito alle stelle. Nel passo successivo si dice che Victor non è mai tornato a Ginevra, anzi, l'espressione che indica maggiormente la presenza di linguaggio emotivo è "was engaged, heart and soul in the pursuit of some discoveries", reso diversamente in italiano "mi impegnai corpo e anima nel tendere ad alcune scoperte (alla lettera significherebbe "fui impegnato, cuore e anima, nell'inseguimento di alcune scoperte"): il perno intorno al quale gira la frase è quindi quell'"heart and soul" che può essere considerato il sintagma più forte, in cui quindi prevale il linguaggio emotivo.

*...until from the midst of this darkness a sudden light broke in upon me-a light so brilliant and wondrous, yet so simple, that while I became dizzy with the immensity of the prospect which it illustrated, I was surprised, that among so many men of genius who had directed that enquiries towards the same science, that I alone should be reserved to discover so astonishing a secret...I became myself capable of bestowing animation upon lifeless matter./...finchè, in mezzo a questa oscurità, una luce improvvisa scaturì dentro di me- una luce così abbagliante e straordinaria, eppure così semplice, che, mentre la testa mi girava per l'immensità degli orizzonti che illuminava, pure ero sorpreso che, tra tanti uomini di genio che avevano dedicato le loro ricerche a questa stessa scienza, a me solo fosse dato scoprire un segreto così stupefacente...Io stesso ero in grado di infondere vita nella materia inanimata. usando un lessico fortemente emotivo (lo si può capire da diverse espressioni usate, come "a sudden light broke in upon me, una luce improvvisa fece irruzione su di me, tradotto con "una luce improvvisa scaturì in me). E' pure forte la maniera in cui Victor si meraviglia di come proprio lui possa scoprire un tale segreto, come si può vedere dalle parole usate: "che tra tanti uomini di genio solo a me fosse dato di scoprire un segreto così stupefacente (nel testo inglese "that I alone should be reserved to discover such an astonishing secret", alla lettera "che solo io fossi riservato a scoprire un segreto così stupefacente).

*I prepared myself for a multitude of reverses; my operations might be incessantly baffled, and last my work be imperfect: yet, when I considered the improvements which every day takes place in science and mechanics, I was encouraged to hope my present attempts would at least lay the foundations of future success.....No one can concieve the variety of feelings which bore me onwards, like a hurricane, in the first enthusiasm of success. A new species would bless me as its creator and source; many happy and excellent creatures would owe their being to me./Mi preparai ad andare incontro ad una infinità di sconfitte: il mio lavoro avrebbe potuto essere continuamente arrestato e la mia opera alla fine essere imperfetta,tuttavia, se consideravo i progressi che si fanno ogni giorno nella scienza e nella meccanica, mi trovavo incoraggiato a sperare che i mie tentativi avrebbero almeno gettato le basi per un futuro successo.....Nessuno può immaginare da quale molteplicità fui sospinto avanti, come in un uragano, nel primo entusiasmo del successo. Una nuova specie mi avrebbe benedetto come sua origine e suo creatore. Molti esseri perfetti e felici mi sarebbero stati debitori della loro esistenza. Guardando le espressioni di Victor, si può notare come egli sia non solo determinato, ma addirittura esaltato dal suo lavoro, tanto da non farsi intimidire dai primi insuccessi: egli dice infatti "il mio lavoro poteva essere interrotto e la mia opera alla fine imperfetta, tuttavia...mi trovavo incoraggiato a sperare che i miei tentativi avrebbero gettato le basi per un futuro successo", e in seguito, sempre più ottimisticamente "Molti esseri perfetti e felici mi sarebbero stati debitori della loro esistenza"/"Many happy and excellent creatures would owe their being to me" (alla lettera "molte creature felici e perfette mi avrebbero dovuto la loro esistenza". Va segnalato come Victor pensi inoltre subito che le molte creature sarebbero state "perfette e felici", come invece la creatura non sarà. Dopo la sua creazione sappiamo infatti che Victor rinnegherà la sua creatura. Analizzeremo in seguito le espressioni relative alla paura e al rimorso, che pensiamo collegabili al contrasto tra lo stato d'animo di Victor prima di ultimare il suo lavoro e quelli che sono invece i suoi sentimenti dopo aver portato a termine l'opera.

Il mostro

*Remember, thou hast made me more powerful than thyself; my height is superior to thine; my joints more supple. But I will not be tempted to set myself in opposition to thee. I am thy creature, and I will be even mild and docile to my natural lord and king, if thou wilt also perform thy part, the which thou owest me./Ricorda, tu stesso mi hai fatto più forte di te, la mia altezza è superiore alla tua, le mie membra più agili. Ma non mi lascerò indurre a mettermi contro di te. Sono la tua creatura, e saprò essere anche mite e docile verso il mio naturale signore e padrone, se anche tu farai la tua parte, e questo me lo devi. La frase introduttiva del dialogo tra Victor e il mostro esprime la volontà del mostro di comunicare con il suo creatore e la sua disponibilità ad essere sottomesso al suo creatore se egli lo aiuterà: egli infatti, gli ricorda di essere più forte di lui, e che quindi Victor non può tentare nulla per annientarlo ("thou hast made me more powerful than thyself", "tu mi hai fatto più potente di te" o, come nella traduzione, più forte di te): il fatto che, come viene appunto ricordato, il mostro sia più forte influirà sulla paura, dovuta in parte alla consapevolezza di essere impotente per la grande superiorità fisica del mostro (il mostro stesso dirà :"tu mi hai creato, ma sei ormai in mio potere") . Allo stesso tempo però l'automa si dimostra disponibile ad essere sottomesso al suo "natural lord and king", tradotto con "naturale signore e padrone", se anche lui farà la sua parte, "the which thou owest me", tradotto con "e questo me lo devi".

*The gentle manners and beauty of the cottagers greatly endeared them to me: when they were unhappy, I felt depressed: when they rejoiced, I sympathised in their joys./La gentilezza e la grazia degli abitanti della casa me li resero molto cari; quando loro erano infelici, ero infelice anch'io, quando erano allegri, lo ero anch'io. In questa frase il mostro esprime la sua grande simpatia e stima verso i suoi vicini di casa, e noi troviamo questo passo molto importante perchè indica che il mostro prova dei sentimenti ed è sensibile agli stati d'animo altrui ("when they were unhappy, I felt depressed; when they rejoiced, I simpathised in their joys", quando loro erano infelici, mi sentivo depresso, quando gioivano, ero in comunione con le loro gioie, tradotto con "quando erano infelici, lo ero anch'io, quando erano allegri, lo ero anch'io").

*The pleasant showers and genial warmth of spring greatly altered the aspect of the earth. Men, who before this change seemed to have been hid in caves, dispersed themselves, and were employed in various arts of cultivation. The birds sang in more cheerful notes, and the leaves began to bud forth on the trees. Happy, happy earth! fit habitantion for gods, which, so short a time before, was bleak, damp, and unwholesome. My spirits were elevated by the enchanting appeareance of nature; the past was blotted from my memory, the present was tranquil, and the future gilded by bright rays of hope and anticipations of joy/Le piogge benefiche e il tepore fecondo della primavera alterarono molto l'aspetto della terra. Gli uomini, che prima di questo cambiamento sembravano essersi nascosti nelle caverne, riemersero in ogni luogo e si impegnarono nelle varie arti della coltivazione. Gli uccelli cantavano con note più gaie e le foglie presero a spuntare sugli alberi. Felice, felice terra! Dimora degli dei che, ancora poco prima, appariva deserta, umida e malsana. Il mio spirito si rallegrava allo spettacolo incantatore della natura; il passato era cancellato dalla memoria, il presente sereno, e il futuro era dorato dai luminosi raggi della speranza e della gioia futura. L'amore e il fascino che il mostro nutre verso la natura indicano la sua sensibilità e grandezza d'animo. Il linguaggio emotivo è in questa frase particolarmente evidente, perchè il mostro esprime con una grande quantità di sintagmi emotivi il suo amore per la natura. *I persuaded myself that when they should become acquainted with my admiration of their virtues, they would compassionate me, and overlook my personal deformity...Who can describe their horror and consternation on beholding me?..Cursed, cursed creator! Why did I live? Why, in that instant, did I not extinguish the spark of existence which you had so wantonly bestowed? I know not; despair had not yet taken possetion of me; my feelings were those of rage and revenge. I could with pleasure have destroyed the cottage and its inhabitants, and have glotted myself with their shieks and misery/Mi persuadevo che una volta venuti a conoscenza del mio amore per la loro virtù, avrebbero avuto compassione di me e avrebbero chiuso gli occhi sulla mia bruttezza esteriore...Chi può descrivere il loro orrore e la loro costernazione al vedermi?..Maledetto, maledetto creatore. Perchè sono sopravvissuto? Perchè in quel momento non spensi la scintilla di vita che mi avevi stoltamente accordato? Non so. La disperazione non mi aveva ancora gremito. Provavo solo smania di vendetta e di rabbia. Avrei distrutto con piacere la casa e i suoi abitanti e avrei goduto delle loro urla e dei loro tormenti. Abbiamo deciso di raggruppare tre frasi a nostro parere significative perchè indicano tre fasi fondamentali per il destino del mostro e, di conseguenza, anche di Victor. Nella prima il mostro, dopo aver letto alcuni libri, si rende conto di essere solo al mondo e decide di presentarsi ai suoi vicini. Nella seconda è descritto l'orrore dei contadini che senza lasciarlo parlare, lo cacciano con furia. Nella terza e ultima il mostro esprime la sua delusione e i suoi sentimenti di vendetta verso l'umanità e in particolare verso il suo creatore. Admiration viene cambiato in amore. Estinguish, estinguere, viene tradotto semplicemente con spegnere, existance, esistenza, con vita e wantonly, sfrenatamente, con stoltamente.

*Vorremmo ora riportare senza alcun commento alcune espressioni con cui Frankenstein definisce il mostro, che esprimono il suo odio verso la creatura e in cui prevale perciò il linguaggio emotivo: Abhorred monster/mostro aborrito...devil/diavolo...wretch/disgraziato...fiend/demone... murderer/assassino...ce ne sono altre, ma abbiamo riportato queste perchè sono le più frequenti e le più significative per esprimere l'odio di Victor verso il mostro.

Paura-orrore

*How can I describe my emotion at this catastrophe, or how delineate the wretch whom with such infinite pains and care I had endeavoured to form?...I had worked for nearly two years, for the sole purpose of infusing life to an inanimate body. For this I had deprived myself of rest and health. I had desired it with an ardour that far exceeded moderation; but now that I had finished the beauty of the dream vanished, and breathless horror and disgust filled my heart...Oh! No mortal could support the horror of that coutenance. A mummy again endued with animation could not be so hideous as that wretch. I had gazed on him while unfinished; He was ugly then; but when those muscles and joints were rendered capable of motion, it became a thing such as even Dante could have concieved./Come spiegare le mie emozioni a questa catastrofe, come descrivere il disgraziato essere al quale con infinite cure e sofferenze mi ero sforzato di dare vita?...Avevo lavorato duramente per quasi due anni al solo scopo di infondere vita in un corpo inanimato. Solo per questo mi ero privato del riposo e della salute. Lo avevo desiderato con ardore smodato, ma ora che avevo finito, la bellezza del sogno svaniva e un orrore, un disgusto e da mozzare il fiato mi riempivano il cuore...Oh! Nessun mortale avrebbe potuto sopportare l'orrore di quel volto. Neanche una mummia ritornata alla vita avrebbe potuto essere più ripugnante. Lo avevo osservato quando era ancora incompiuto,ed era brutto già allora; ma quando quei muscoli e quelle giunture ebbero la capacità di muoversi, divenne una cosa che neppure Dante avrebbe potuto concepire. La delusione di Victor nel vedere la sua opera ultimata è evidente nelle tre frasi: "I had deprived myself of rest and health/ Mi ero privato di riposo e salute", dice, ribadendo in questo modo la sua costanza e dedizione al lavoro, ma nel frattempo è chiaro il malumore di chi, avendo dedicato corpo e anima alla conclusione di un progetto, lo vede risultare imperfetto. Non può sfuggire la quantità di espressioni emotive di Victor fin dall'inizio, definendo il suo lavoro "catastrophe/catastrofe" e la sua creatura "wretch/disgraziato". Anzi, Victor usa un paragone molto forte: "a mummy again endued with life/una mummia tornata in vita", per indicare quanto smisurato sia l'orrore che nutre per la creatura a cui egli stesso ha dato vita, tanto da non poterne sopportare la vista: se essa infatti da non ancora viva era già brutta, una volta dotata di vita "divenne una cosa che neppure Dante avrebbe potuto concepire. Si può già quindi intuire da questa prima frase come anche per la paura venga adottato un lessico forte e come quindi prevalga sempre un linguaggio di carattere emotivo.

*Like one who, on a lonely road,/come uno che, su una strada deserta,
doth walk in fear and dread,/cammina nella paura e nel terrore,
and, having once turned around, walks on,/e, essendosi una volta girato, va avanti,
and turns nomore his head;/e non gira più la sua testa;
because he knows a frightful fiend/perchè sa che un terribile demone
doth close behind him tread/cammina a poca distanza dietro di lui.
Uno dei perni intorno al quale ruota il meccanismo della paura è la consapevolezza di Victor di essere costantemente seguito dal mostro: tale costante angoscia è riassumibile in questo breve passo della "Ballata del vecchio marinaio" di Coleridge, inserito dalla Shelley nel romanzo al momento della fuga di Victor dal laboratorio. Non segnaliamo espressioni in cui prevale il linguaggio emotivo perchè esso, come in tutte le poesie, è presente nell'intero passo.

*I hear the cracking of my door, as if someone endeavoured to open it softly. I trembled from head to foot; I felt a presentiment of who it was, and I wished to rouse one of the peasant who dwelt in a cottage not far from mine; but I was overcome by the sensation of helplessness so often felt in frightful dreams, when you in vain endeavour to fly from an impending danger, and was rooted to the spot/La porta cigolò. Qualcuno cercava di aprirla senza farsi scoprire. Tremavo. Presagivo chi potesse essere. Avrei voluto svegliare uno dei contadini che abitavano da presso. Ma ero paralizzato da quel senso di impotenza che si prova negli incubi, quando si cerca invano di sfuggire a un pericolo. Rimasi inchiodato a terra. La paura nel romanzo è in parte dovuta alla consapevolezza di essere impotente alle azioni del mostro, come Victor esprime in questo passo: "I was overcome by the sensation of helplessness so often felt in frightful dreams, when you in vain endeavour to fly from an impending danger/Fui superato dalla sensazione di impotenza così spesso sentita nel sogni terribili quando ti sforzi invano di sfuggire da un pericolo incombente (la traduzione da noi usata, che come si può capire è molto libera, è però: ero paralizzato da quel senso di impotenza che si prova negli incubi, quando si cerca invano di sfuggire a un pericolo). Si può inoltre leggere nelle parole di Victor una forte angoscia, presumendo chi stia cercando di aprire la porta ("I felt a presentiment of who it was") e avendone paura (non bisogna dimenticare che in questo passo Victor ha appena distrutto la creatura femmina, e che il mostro nutre quindi più che mai sentimenti di odio e di vendetta verso il suo creatore).

Il rimorso

*A flash of lighting illuminated the object, and discovered its shape plainly to me; Its gigantic stature, and the deformity of its aspect, more hideous than belongs to humanity, instantly imformed me that it was the wretch, the filthy demon whom I had given life. What did he there? Could he be (I shuddered at the conception) the murderer of my brother?...The figure passed me quickly, and I lost it in the gloom. Nothing in human shape could have destroyed that fair child. HE was the murderer! I could not doubt it./Un fulmine illuminò l'oggetto e me ne rivelò chiaramente la sagoma; la sua statura gigantesca e l'aspetto deforme, troppo ripugnante per appartenere a un essere umano, mi convinsero che si trattava del mostro, dell'orrido demone cui avevo dato vita. Perchè era lì? Poteva essere lui (e rabbrividii al pensiero) l'assassino di mio fratello?...La figura mi passò davanti veloce e si perse nell'oscurità. Nessun essere umano avrebbe potuto troncare l'esistenza di quel tenero fanciullo. LUI era l'assassino! Non potevo avere dubbi. E' in questo passo che scatta la tematica del rimorso: resosi infatti conto che a uccidere il fratellino è stato il mostro, capisce di essere l'indiretto responsabile della morte del bambino. Sebbene infatti Victor non ne abbia prove, gli basta la sola vista del mostro per esserne sicuro. E' interessante la quantità di sintagmi emotivi relativi alla terribile scoperta: "Nothing in human shape could have destrojed that fair child/Niente nella forma umana avrebbe potuto distruggere quel bel bambino", resa con "nessun essere umano avrebbe potuto troncare l'esistenza di quel tenero fanciullo". ma anche quell' "HE was the murderer!/LUI era l'assassino!" così marcato e reso quindi così forte più dal tono che dalle parole. *Justine also was a girl of merit, and possessed qualities which promised to render her life happy: now all was to be obliterated in an ignominious grave; and I the cause! A thousand times rather I have confessed myself guilty of a crime ascribed to Justine; but I was absent when it was committed: and such a declaration would have been considered as the ravings of a madman, and would not have exculpated her who suffered through me./Justine era una ragazza meritevole e possedeva qualità che le promettevano una vita felice; ora tutto ciò sarebbe stato seppellito in una tomba ignominosa; e la causa di tutto ero io! Avrei preferito mille volte confessarmi colpevole del crimine che le veniva attribuito; all'epoca in cui era stato commesso ero assente, e la mia confessione sarebbe stata considerata come il vaneggiamento di un pazzo e non sarebbe servita a discolpare colei che soffriva al mio posto. Viene di nuovo ribadito il rimorso dell'uomo che è l'indiretta causa della sofferenza dei suoi cari. Egli non riesce a tollerare che qualcuno totalmente esterno alla vicenda debba pagare le spese della sua sete di sapere: lui stesso preferirebbe confessare il suo reato, pur rendendosi conto che sarebbe inutile ("a thousand times rather I confess/un migliaio di volte avrei preferito confessare). In questa frase non prevale il linguaggio emotivo in tutti i sintagmi, e non per le parole, ma per l'intonazione data ad esse (ad esempio "And I the cause!", in cui possiamo presumere un'intonazione forte).

*Justine died; she rested; and I was alive. The blood flowed freely in my veins, but a weight of despair and rermorse pressed on my heart,which nothing could remove./ Justine era morta, riposava, e io ero vivo. Il sangue scorreva libero nelle mie vene, ma un peso di disperazione e rimorso opprimeva il mio cuore, e nulla poteva rimuoverlo. Questa è per noi la frase più significativa nel rimorso, sia come contenuti che come linguaggio: indica chiaramente infatti il rimorso di Victor per la morte di Justine, tanto da non sopportare di essere ancora vivo ("The blood flowed freely in my veins, but a weight of despair and remorse pressed on my heart/Il sangue scorreva liberamente nelle mie vene ma un peso di disperazione e di rimorso premeva sul mio cuore"). Nella frase tra parentesi si può notare come prevalga il linguaggio emotivo, data la forte convinzione con cui Victor esprime il peso che lo opprime.
















Roman Jakobson è un famoso linguista russo nato a Mosca nel 1896. Fece parte inizialmente del gruppo dei formalisti, ricercatori molto attenti nei confronti dei testi, poi del circolo di Praga, che nel periodo delle guerre mondiali approfondisce le tematiche legate al linguaggio e al suo funzionamento. Egli ha analizzato il linguaggio considerando che la funzione emotiva, o fàtica, è quella per mezzo della quale vengono espressi sentimenti, emozioni e impressioni. Morì ad Harvard nel 1984.

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