JAMES WHALE

James Whale fu il più grande regista di film horror del passato. Ben presto "bandito" e dimenticato da Hollywood per il suo carattere eccentrico, le sue origini straniere e le sue dichiarate tendenze omosessuali, fu il creatore di alcuni dei più importanti film su Frankenstein negli anni '30. Proprio di recente e ancora in programmazione nelle sale, è uscito un film che parla proprio di questo grande regista. Il film si intitola "Gods and Monsters" ed è del regista inglese Bill Condon. Nel ruolo di Whale troviamo l'attore teatrale inglese Ian McKellen, candidato al premio Oscar quest'anno proprio per questa interpretazione. Ma non è l'unico riconoscimento che ha ottenuto il film. Osannato al Festival di Cannes in cui ha vinto il premio per migliore sceneggiatura originale, il film sbanca agli Indipendent Awards, gli Oscar del cinema indipendente vincendo tre premi: come miglior attore protagonista (Ian McKellen appunto), miglior attrice non protagonista (Lynn Redgrave nel ruolo della domestica di Whale) e miglior sceneggiatura originale (pure di Bill Condon). Così, nonostante il budget modesto e la produzione straniera, il film approda fino ad Hollywood conquistando svariate nominations ai Golden Globes ed agli Oscar. Su tre candidature, vince un Oscar alla sceneggiatura, perdendo quindi il premio come miglior attore protagonista e miglior attrice non protagonista (che invece a parer mio avrebbe meritato).
Da tutti questi riconoscimenti si evince che il film sia di ottima fattura e anche le recensioni della critica e l'affluenza del pubblico nelle sale lo dimostrano. Il film parla del regista quando ormai è gravemente malato e, lontano da Hollywood, dedica tutto il suo tempo alla pittura e ai ricordi del passato. E ricordando, gli tornano alla mente pensieri che aveva tentato di rimuovere dalla sua memoria, come ad esempio il lungo periodo passato in guerra durante il primo conflitto mondiale ed il suo amore per un ragazzo di nome David morto proprio in quell'occasione. Il film quindi prende in esame, a distanza di anni, come questi avvenimenti si ritorcano sulla sua vita e sulle persone che gli stanno vicine, ad esempio sulla sua governante: ella è una donna molto religiosa e molto attenta e precisa nel suo ruolo di domestica/infermiera verso un uomo che lei giudica disgustoso per le sue preferenze sessuali, ma non lascia che ciò influisca sul suo lavoro. In questo è proprio una donna determinata; lei serve Whale da quindici anni e lo fa ogni giorno con la stessa dedizione che aveva il primo giorno che mise piede in quella casa. Ma Whale trova molto più gradita la compagnia del suo giardiniere, tanto che arriva a chiedergli di posare per lui per un ritratto. L'amicizia fra i due uomini si intensifica ogni giorno che passa fino a che un giorno non giunge una lettera indirizzata a Whale, la quale lo invita a prendere parte ad un rinfresco organizzato da George Cukor (sì proprio il regista di "My Fair Lady"!) al quale assolutamente Whale non può mancare. Ma inizialmente Whale non vuole partecipare al party, poi invece cambia idea e chiede al suo amico giardiniere di accompagnarlo; lui accetta di buon grado. Meravigliato però che un regista così d'avanguardia come Cukor abbia invitato lui, un regista oramai dimenticato i cui film passano in seconda serata solo come riempitivo, viene a sapere che è stato annessso alla lista degli invitati da un giornalista suo grande ammiratore che lo aveva intervistato proprio pochi mesi prima. Già sufficientemente deluso da ciò, Whale dovrà anche confrontarsi con i fantasmi del suo passato incontrando persino il primo attore di tutti i suoi film, Boris Karloff. E così, tornato a casa e dopo una travagliata notte, il suo corpo viene ritrovato senza vita nella sua piscina.

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