LA MUSICA                      

All' interno del film  "Il Gattopardo" di Luchino Visconti la musica occupa un ruolo fondamentale. In molti episodi infatti la colonna sonora rimpiazza dialoghi, monologhi o situazioni  che altrimenti lo spettatore non riuscirebbe a scoprire in tutti gli aspetti. Tale funzione è evidenziata oltre che nelle scene prive di dialoghi anche ad esempio nella circolarità del megaepisodio del ballo dove l'atmosfera è sottolineata dalla musica, che costituisce una vera e propria  griglia narrativa, con la funzione di cucire insieme i vari episodi, oppure di stabilire delle volute cesure. C'è una  musica spesso abbondante, nella prima parte del Gattopardo (sigle iniziali), dove la colonna sonora è addirittura ridondante. Inoltre quando il suono non è strettamente diegetico, cioè quando l'orchestra non è in "diretta", la musica ha un compito di misuratore interno di ritmi narrativi, un vero e proprio metronomo che apre e chiude capitoli (viaggi), che contrappunta in modo ironico o patetico,  come se fosse la mano di Visconti, che segna, con delicatezza o con forza il tempo: il 3/4 del valzer, è insieme il tempo dell'umanità e dell' universo, della natura e delle cose, della vita, dell'amore e della morte. Comunque resta la constatazione oggettiva che il rapporto musica-cinema nel Gattopardo si riduce alla coesistenza, talvolta neppure troppo curata sul piano tecnico, di due componenti, che a volte risultano parellele, ma che più di frequente si dimostrano autonome, con una tendenza comune  alla epicizzazione. Quanto  al lunghissimo episodio finale del ricevimento a Palazzo Ponteleone, seppure le musiche siano state registrate in precedenza, si tratta di un costante livello interno del tutto coerente con la narrazione (musica da ballo per una festa da ballo) e quindi  privo di ambiguità.

RIDONDANTE : Caratterizzato da una accentuata o eccessiva sovrabbondanza.

METRONOMO: Strumento per battere il tempo in musica, costituito da un pendolo mosso da un meccanismo a molla variabile nella velocità di oscillazione per mezzo di una massa spostabile lungo l'asta del pendolo, che è graduata secondo i vari tempi musicali.

TITOLI  (ALLEGRO MAESTOSO): durata 2'53"

Il brano d'apertura del Gattopardo mostra un'articolazione di tutto rilievo. L'episodio introduttivo in forma ABA e nella tonalità di MI minore (batt. 1-26) si collega praticamente senza transizione a quello che nel film si presenterà più avanti, per la prima volta, come pezzo numero 2, passeggiata notturna  (più esattamente il cantabile). Come osservato in precedenza la struttura della parte introduttiva è in forma ABA, con la sezione A caratterizzata da un suono essenzialmente drammatico e statico, essendo costituito da imperative successioni accordali, mentre B, sezione di estensione doppia, 13  batt. contro 7, vanta una marcata articolazione contrappuntistica e una conseguente motorietà.

ABA: Semplificazione, nel linguaggio musicale, atta ad indicare la forma tripartita di un brano.

VIAGGIO A DONNAFUGATA (ALLEGRO IMPETUOSO) durata 5'

Si tratta senza dubbio dell' intervento musicale piu' vasto e articolato del film. Nasce in Mi minore dall' episodio conclusivo della battaglia cittadina coincidendo col momento in cui Tancredi appare tra i combattenti e prosegue senza soluzione di continuità nell' episodio che dà il titolo al brano, il tradizionale trasferimento della famiglia del Principe Salina nella residenza estiva di Donnafugata. Alterna momenti di dominio esclusivamente musicale ad altri in cui la concitazione dei dialoghi  accresce il senso di pressione emotiva, di incalzare degli eventi, di urgenza discorsiva già ben presente nella composizione.

ANGELICA E TANCREDI ( SOSTENUTO APPASSIONATO ) durata 2'33''

Si tratta di uno degli interventi in forma più estesa dei materiali melodici  già presenti, principalmente, nella partenza di Tancredi, e qui arricchiti con inserimenti nuovi o diversamente organizzati. Tornerà in seguito inserita in una sorta di duplice appendice al lungo episodio nella prima intimità tra Tancredi e Angelica.

SCENA DEL BALLO

Dal pumto di vista della musica, la macrosequenza del ballo, caratterizzata da un suono misurato cioè mai traboccante, può essere suddivisa in varie sezioni:

-Il valzer parte sulle immagini dei contadini di Donnafugata, in un acuto contrappunto, e continua mentre le immagini dissolvono tra campagna e palazzo lussuoso, dove la principessa accoglie i primi invitati e viene annunciato l'arrivo del Colonnello Pallavicino. Arrivano i primi ufficiali, che precedono Pallavicino. All'arrivo del colonello la musica interrompe a stacco.
-Riprende lo stesso valzer, vengono presentate al Colonnello le varie dame aristocratiche; inizia il gran ballo.
-La musica si ferma, come ad ascoltare il racconto del Colonnello: "piangevo, piangevo come un bambino ..." dice evocando l'Aspromonte.
-Riprende la musica, però in secondo piano; arrivano Angelica e Don Calogero.
-Pausa musicale. "Calma ragazzi, calma" dice Tancredi ai suoi giovani amici che vogliono iscriversi nel carnet di Angelica (tra gli attori Gioacchino Lanza, figlio adottivo di Tomasi di Lampedusa).
-Parte un altro valzer; "lo vogliamo ballare?" ...

Il valzer sembra un anello musicale infinito, finisce e riprende come un'onda; si riconoscono i personaggi, Tancredi ansioso per il debutto di Angelica, Don Fabrizio, Concetta...

VALZER BRILLANTE (G. Verdi): (inizio del valzer )

Trascrizione per orchestra di Nino Rota dalla versione originale per pianoforte, dedicata alla contessa Maffei. Il manoscritto fu acquistato a Roma presso una libreria antiquaria da Mario Serandrei, montatore del film, che ne fece dono a Visconti stesso. Egli ne effettuò la registrazione a Palermo in un provino con gli altri sei ballabili e l'insieme formerà il divertisserment; l' esecuzione un po' approssimativa che l' orchestra ne diede fu accettata di buon grado da Visconti il quale voleva che anche nel film la qualità dell' interpretazione testimoniasse "in campo" il carattere raccogliticcio della compagine.

FINALE

Versione in sol maggiore sui titoli di coda. Titoli molto concisi  rispetto all'importanza del film e alla tendenza odierna  in cui la musica è invece un'ultima, preziosa occasione di ribadire e distendere indisturbata i temi principali.