I. Che cosa è "Vitruvius"

E' un ipertesto di pubblico dominio per macchine IBM compatibili costruito con IBM Linkway sulla fortuna che il De Architectura di Marco Vitruvio Pollione ha ottenuto nei secoli, soprattutto fra gli architetti, a partire dalla sua riscoperta durante il Rinascimento. Largo spazio è dato alla figura e all'opera di Leon Battista Alberti che di Vitruvio fu uno dei più geniali lettori e critici.

Il lavoro nasce in stretta collaborazione fra la Commissione di lavoro dell' I.R.R.S.A.E. E-R su "La didattica breve nell'insegnamento del latino" e il liceo scientifico Sabin di Bologna. Vitruvius è la trasposizione in forma ipertestuale di un'attività multidisciplinare svolta in classe, anche con l'uso del computer, ma pur sempre finalizzato ad un prodotto cartaceo.

II. Dai testi all'ipertesto

Il passaggio da testi scritti su carta e da disegni prodotti su lucidi multipli all'ipertesto ha richiesto a volte modificazioni radicali, compromessi, rinunce. I testi tradizionali hanno un prevalente carattere discorsivo e sequenziale; una certa ridondanza, se non prolissità, è accettata. L'ipertesto si fonda sull'associazione libera di moduli espressivi semplici, brevi e soprattutto autonomi. L'icasticità è dovuta. La costruzione per moduli indipendenti è la sola che consenta di realizzare quei legami multipli che stanno alla base della logica associativa, tipica dell'ipertesto.

Un testo, normalmente, va letto rispettando l'ordine che l'autore gli ha dato nel licenziarlo, l'ipertesto deve lasciare libero il lettore di spostarsi a suo talento nel mare d'informazioni e suggestioni che l'ipertesto contiene, a volte nasconde. Le molecole espressive (grafiche o testuali) che lo compongono devono conservare la loro chiarezza e completezza indipendentemente dal percorso che l'utente ha compiuto per raggiungerle e devono contenere al loro interno l'invito (parole chiave o bottoni) a proseguire nell'esplorazione.

Nel corso della costruzione sono sorti problemi di scala e di leggibilità delle immagini importate con lo scanner, dovuti principalmente alla risoluzione e alle dimensioni dello schermo e problemi, minori ma fastidiosi, di importazione dei testi.

Questi brevi cenni alla "storia" della conversione in ipertesto del lavoro scolastico valgano a spiegare se non a giustificare alcuni limiti di Vitruvius: un frammento ipertestuale da integrare, migliorare, personalizzare facendo ricorso, anche, alle grandi risorse di creatività degli studenti. Un'espansione nella direzione della filosofia, della musica oltre che un arricchimento del supporto linguistco e grafico sono facilmente ipotizzabili, realizzabili e già prefigurati.