III. Perché Vitruvio e Alberti

Il lavoro interdisciplinare fra italiano, latino, disegno e storia dell'arte si è sviluppato in due fasi, durante il secondo e durante il quarto anno di corso. In seconda, la classe che ha collaborato al lavoro ha affrontato lo studio della storia dell'arte antica e in questa ambito ha letto alcuni brani del De Architectura di Vitruvio in traduzione italiana. In quarta, quando lo studio del Rinascimento ha consentito di iniziare sull'argomento un'attività interdisciplinare, l'accresciuta competenza linguistica e maturità hanno consentito agli studenti di affrontare passi del testo vitruviano in latino e di confrontarli con passi del De Re Aedificatoria dell'Alberti.

Il lavoro compiuto ha suscitato curiosità e disponibilità negli studenti, senza il cui contributo l'ipertesto non avrebbe avuto né senso né luogo.

IV. Perché l'ipertesto

La necessità di razionalizzare il lavoro prodotto, circosrivendolo in un'unità didattica meglio fruibile, ha indotto ad utilizzare lo strumento dell'ipertesto sia per consentire percorsi di studio a vari livelli sia per visualizzazare in modo più efficace le metodologie specifiche adottate nella lettura dei testi latini e in quella delle opere d'arte. Durante la trasposizione in forma ipertestuale del lavoro compiuto, lo strumento dell'ipertesto non si è rivelato solo un contenitore capace ed elastico del materiale già prodotto, ma ne ha imposto una ristrutturazione più sintetica e meglio organizzata; ha sollecitato ulteriori sviluppi d'indagine in direzioni inattese e fatto balenare la possibilità di sviluppi ulteriori, dimostrando la sua efficacia non solo come strumento per una didattica breve, ma anche come catalizzatore di processi creativi.

V. La scelta dei brani di Vitruvio

Nella scelta dei brani, si è tenuto conto della varietà di contenuti e forme, che caratterizza l'opera di Vitruvio, che spazia fra la complessità dei passi di tipo argomentativo, la sobrietà descrittiva di quelli tecnici, le digressioni storiche e quelle aneddotiche. I brani di tipo argomentativo, appartenenti prevalentemente alle prefazioni ai libri del De Architectura e fortemente legati al momento storico, al ruolo dell'artista e al rapporto di committenza, hanno offerto l'opportunità di analizzare contenuti, di operare confronti con l'esperienza biografica e culturale, le strutture compositive dell'Alberti. I brani più tecnici, sulla proporzione modulare nella statuaria e negli edifici pubblici, sull'acustica del teatro, sul mulino ad acqua, sull'odometro, sono invece risultati particolarmente utili all'analisi lessicale del sottocodice specialistico adottato dall'autore e alla verifica grafica dei dati tecnici proposti

Il testo latino utilizzato e' quello riprodotto nell'edizione del De Architectura della Studio Tesi del 1990, a sua volta copia anastatica del volume Zehn Bücher uber Architektur, Darmstadt, 1976. Per la lingua di Vitruvio è stato consultato: G. Devoto, Storia della lingua di Roma, Cappelli, Bologna 1969. Per ogni altra informazione ci si è avvalsi dei testi scolastici in commercio.