Caligola

Nel 36 d.C. un incendio danneggiò il circo Massimo, che venne tuttavia celermente restaurato, tanto che Caligola, che successe a Tiberio nel 37, potè gia organizzarvi dei ludi particolarmente fastosi. Con questo imperatore infatti termina la politica di rigore nei confronti degli spettacoli e inizia un  nuovo periodo di grandi spese.
Caligola era entusiasta dei Ludi, soprattutto delle corse con i carri, e mostrò una profonda ammirazione per il mondo greco. Probabilmente, se fosse vissuto più a lungo, avrebbe anticipato quello che poi fece Nerone, cioè la ripresa degli agoni di tipo greco a Roma. Era tale la sua passione per i cavalli, che questo imperatore passava intere giornate nelle stalle dei "verdi", addirittura vi mangiava, e sembra che, fanatico com'era di quella fazione, si fosse liberato di temibili aurighi avversari con il veleno. Egli fu anche il primo imperatore che si mise alla testa della pompa che apriva i giochi del circo, su un carro a sei cavalli, dopo di che tutti i successori ne imitarono l'esempio. Nel 37 organizzò splendidi giochi per la dedica di un tempio ad Augusto, durante i quali il primo giorno furono fatte venti corse e nel secondo ben venti quattro, e quest'ultimo rimase il minimo delle corse per ogni spettacolo. Caligola inoltre iniziò la costruzione nei giardini di Agrippina, fra il Tevere e il colle vaticano, del circo Vaticano, detto anche di Gaio e Nerone, perchè questi lo completò. Egli non si limitò ad essere spettatore, ma sovente volle esibirsi, quale protagonista, in varie manifestazioni, come riferisce Svetonio:

"Gladiatore all'uso trace, auriga e danzatore ed anche cantore, si batteva con armi da battaglia, guidava cocchi in circhi costruiti nei vari luoghi.
Ma costui, tanto bravo nel suonare la cetra, non sapeva nuotare." (Calig.54)
Entusiasta delle corse e dei ludi in genere, era destino che Caligola morisse proprio durante i ludi Palatini, mentre si recava dal circo al suo palazzo attraverso dei camminamenti, assassinato dal pugnale di Cherea, ufficiale dei pretoriani, dopo solo tre anni di regno, nel 41.