Claudio

A Caligola successe Claudio, fratello di Germanico, alla cui memoria l'esercito era sempre stato devoto. Anche se la tradizione che fa capo a Tacito, Svetonio, Dione Cassio e Seneca, lo presenta come un minorato e ne parla commiserandolo, la critica moderna riconosce a questo imperatore una certa disposizione agli studi e una consapevolezza programmatica nel suo governo, che fu senz'altro piu tranquillo dei due precedenti, pur essendo fondamentalmente autoritario. Quanto ai ludi, egli se ne occupò, come dice Svetonio: «Diede pure moltissimi e magnifici spettacoli, né soltanto quelli in uso e nei luoghi soliti, ma anche nuovi o ripresi da quelli dell'antichità e in luoghi dove nessuno li aveva mai dati» (Claud. 21). E aggiunse che «circenses frequenter etiam in Vaticano commisit», anche lui entusiasta perciò di questo genere di spettacoli. Claudio si interessò al mondo delle corse, dei munera e delle venazioni. Egli ne inserì una di queste ultime ogni cinque corse, per rendere sempre piu vario lo spettacolo (Svet., ibid.). Queste cacce nel circo consistevano in lotte fra bestie feroci o fra bestie e gladiatori, oppure fra bestie e condannati, le piu terribili, perché in esse si verificavano vere e proprie stragi. Gli spettacoli piu atroci erano intervallati da altri piu divertenti, per lo svago del pubblico, con 1'esibizione di animali ammaestrati. Nei ludi Florales venivano cacciati animali innocui e domestici, come conigli e lepri. Plinio il Vecchio e Marziale ricordano divertiti pantere che tiravano docilmente delle bighe, leoni che liberavano dalle fauci delle lepri vive, tigri che leccavano le mani del domatore, elefanti che si inginocchiavano e tracciavano frasi sulla sabbia con la proboscide. D'altra parte c'erano poi altre venazioni particolarmente feroci in cui si fronteggiavano vari tipi di animali feroci. Inoltre venivano calate in pista delle gabbie da cui degli uomini saettavano gli animali, oppure, sullo sfondo di finti boschi, dei gladiatori affrontavano tori, orsi, leoni, tigri..., rifugiandosi se occorreva dietro palizzate o su pertiche o dentro labirinti o in cesti muniti di aculei (ricia). Il numero delle bestie uccise variava a seconda della magnanimità del principe che offriva lo spettacolo. I munera dell'epoca di Claudio vengono soprattutto ricordati per la loro crudeltà. Egli ne istituì alcuni, detti sportulae, perché erano «come un invito a una buona cenetta», che duravano poche ore, ma durante i quali avvenivano stragi incredibili. Claudio è infatti ricordato per la sua inclemenza con i feriti: venivano tutti uccisi.
Si racconta anche che, se le coppie di duellanti erano esaurite, egli comandava ad altri di esibirsi: operai, inservienti o altri ancora, come testimonia Svetonio: «Mandò nell'arena uno dei suoi nomenclatori, così com'era, in toga» (Svet., Claud. 34). La sua presenza al circo era particolarmente assidua: vi giungeva prima dell'alba ed era disposto anche a rinunciare al pranzo di mezzogiorno. Nel 44 dette nel Campo Marzio (Svet., ibid.) lo spettacolo della presa e del sacco di una città, volendo rappresentare la vittoria sul re di Bretagna. Per quanto Claudio fosse parsimonioso nei confronti delle spese pubbliche, tuttavia non lo fu per quel che riguardava gli spettacoli: durante il suo principato i ludi Romani costarono 760.000 sesterzi e quelli Apollinari 350.000. Nel 45 egli completoò i ludi Victoriae Caesaris con le quattro celebrazioni anniversarie di Farsalo, Zela, Tapso e Munda. Nel 47 egli impose ai questori di organizzare dei ludi all'inizio del loro incarico e fece costruire in marmo i carceres del Circo Massimo, prima solo in tufo. Le mete, di legno, furono dorate (Svet., ibid. 21, 3). Sempre nel 47 rinnovò i ludi Saeculares, con la scusa che Augusto li aveva anticipati, e nel corso di questi ludi «ragazzi della nobiltà rappresentavano sui cavalli la gara dei giovinetti troiani, tra questi erano Britannico, figlio dell'Imperatore (e di Messalina) e Lucio Domizio Enobarbo che, con il nome di Nerone, salì piu tardi per adozione all'impero (era figlio di Agrippina, seconda moglie di Claudio); il favore della plebe, piu spiccato verso Domizio, fu accolto come un presagio» (TAC., Ann. 11, XI). Sempre sotto il principato di Claudio divennero ufficiali i ludi di Attis, essendo stata naturalizzata romana questa divinità orientale. Nel 52, prima di iniziare il drenaggio del lago Fucino, fece fare una naumachia per l'inaugurazione di un canale di scolo fatto costruire verso il fiume Liri. In questo spettacolo navale vennero impiegati circa 20.000 uomini, su dodoci triremi sicule e dodici rodie, mentre sulle rive erano appostati pretoriani pronti a intervenire contro chi non si impegnava al massimo o tentava di fuggire. Durante la festa apparve al centro del lago un Tritone d'argento, che dette il segnale d'inizio della battaglia.