LA DIETA

Anche il regime alimentare era tenuto in grande considerazione, ritenendosi giustamente che una dieta appropriata potesse accrescere e potenziare le prestazioni atletiche, le quali parimenti erano considerate alla stregua di attività igieniche preventive a salvaguardia della salute dell'uomo. Già Galeno, il famoso medico greco vissuto a Roma nella seconda metà del II secolo d.C., notava però aspramente da un lato l'incompetenza degli allenatori, il cui unico scopo era quello di accrescere la massa muscolare degli altleti, dall'altro lato il modo di agire degli atleti stessi, i quali vivevano nel culto del proprio corpo, trascurando la mente e l'intelletto, quei beni cioè che ci "rendono simili agli dei".
In effetti, bisogna dire che questo atteggimento ostile della classe colta romana verso gli atleti era giustificato anche dall'inasprimento dell'aspetto professionistico, che col tempo aveva portato alla degenerazione di quegli ideali atletici che pure erano entrati, anche se con tanta difficoltà, a far parte delle abitudini sportive romane. Gli atleti maggiormente presi di mira erano i pugili ed i pancraziasti (atleti di lotta libera), ai quali spesso erano rivolti chiari attacchi ostili.