DISCO E GIAVELLOTTO

Il lancio del disco era uno sport antichissimo. Assai popolare presso gli Etruschi, incontrò invece scarso favore presso i Romani. Il disco poteva essere di ferro, rame o bronzo, di forma rotonda, sottile ai bordi e più spesso al centro. Del diametro di 15-20 cm, il suo peso oscillava, a seconda della categoria del ginnasta, da un minimo di 1 kg ad un massimo di 5 kg ca.
Di solito veniva cosparso di sabbia, onde permettere una presa più salda. L'atleta eseguiva il lancio da una base di partenza, delimitata frontalmente e lateralmente. La tecnica era del tutto diversa dall'attuale che prevede la rotazione completa del corpo: il disco, infatti, veniva sollevato all'altezza del capo con entrambe le mani, si spingeva il braccio destro all'indietro e in basso, mentre corpo e testa seguivano il movimento. In tal modo ci si ripiegava su se stessi e tutto il peso del corpo poggiava sul piede destro; l'ultima fase prevedeva l'estensione in avanti e il lancio dell'attrezzo. Ciascun concorrente poteva di norma eseguire fino a 5 lanci contrassegnati da picchetti sul terreno.
Il lancio del giavellotto non costituiva originariamente un agone inserito nel pentathlon, bensì veniva considerato a sè stante, con propri premi e classifiche. Il giavellotto era costituito da un'asta molto leggera di legno di corniolo, mirto, pino od olivo selvatico, appuntita all'estremità. era fornita al centro di un laccio di cuoio, lungo dai 35 ai 40 cm, che serviva ad imprimere al giavellotto un movimento roteatorio intorno al proprio asse, garantendo in tal modo sia la stabilità lungo la traiettoria che l'aumento della spinta data dall'atleta. Di solito si passava l'indice e il medio nell'asola del laccio mentre, con il pollice intorno all'asta, si cercava di orientare l'attrezzo.
Il lancio poteva avvenire da fermo oppure prendendo una breve rincorsa, ma non superando un dato limite, pena la squalifica. La misura media di un discreto lancio si aggirava intorno ai 46 metri ed ogni concorrente aveva a disposizione due giavellotti per gareggiare al meglio in due lanci.
Per quanto riguarda i sebastà di Napoli si prevedevano due sole classi di età, i fanciulli e gli adulti, i quali dovevano iscriversi trenta giorni prima dell'inizio della gara.
Probabilmente il giorno dell'inaugurazione dei giochi si svolgevano il corteo degli atleti e il giuramento dei concorrenti e dei giudici; il secondo giorno era dedicato alle gare dei fanciulli, inperniate su corsa, lotta e pugilato; nel terzo gli adulti correvano nei vari tipi di corsa e disputavano incontri di lotta, pugilato e pancrazio; il quarto giorno era dedicato alle gare del pentathlon, alla corsa con armatura e agli agoni ippici, mentre il quinto al trionfo dei vincitori.