SVILUPPO DISARMONICO

L'attività agonistica è sentita nell'antichità come dannosa e inutile. Infatti essa non contribuisce neppure alla bellezza del corpo, sviluppandone in modo disarmonico alcune parti. La forza derivante dagli allenamenti non è utile, perchè finalizzata esclusivamente a un'attività agonistica e non alle attività degne del vero uomo, quali l'agricoltura e la guerra.
I violenti attacchi di Galeno di Pergamo (II secolo d.C.) all'agonismo professionistico e agli allenatori sportivi si inquadrano, comunque, nell'opinione diffusa presso i Romani e sintetizzata da Plutarco, secondo la quale la ginnastica aveva causato la decadenza dei Greci avendo provocato oziosità, perdita di tempo, dissolutezza di costumi, oblio della vera arte della guerra; essi preferivano essere belli, eleganti e agili piuttosto che buoni soldati.
Le ragioni della polemica galenica contro i "medici sportivi" possono essere ravvisate, tuttavia, anche in considerazioni di concorrenza professionale, poichè molti di questi ginnasti si erano inseriti nel campo della medicina dietetica senza possederne, secondo Galeno, conoscenze sufficienti. Le stesse motivazioni di concorrenza, unite all'atteggiamneto diffuso tra gli intellettuali verso lo sport professionistico, condussero il medico di Pergamo a ritenere assai più importante degli esercizi fisici il regime alimentare per la profilassi e la cura delle malattie.
Un esercizio dall'indiscusso valore terapeutico e privo di controindicazioni è invece considerato da Galeno il gioco della piccola palla (cui dedicò un intero seppur breve libro), in quanto esso non implicava un eccessivo dispendio di tempo e di energie, favoriva uno sviluppo del corpo armonico e globale e aveva benefici effetti sulla respirazione. Galeno non fu dunque avversario della pratica ginnica in senso generale, ma solo dell'agonismo portato alle estreme conseguenze del campionismo finalizzato al conseguimento della vittoria ad ogni costo, e dunque al superallenamento che, riducendo gli atleti alla stregua di bestie, causava effetti deleteri pe rla salute. La posizione di Galeno si spiega poi con il fatto che egli aveva esercitato la professione anche in una scuola per gladiatori, dove si praticavano esercizi senza alcun riguardo per il corpo, in vista di spettacoli violenti e cruenti che non avevano il minimo rispetto per la vita umana. La polemica galenica è di grande attualità: abche oggi infatti si parla tanto degli eccessi a cui si arriva per ottenere prestazioni che mettono in giocola stessa integrità fisica dell'atleta, attraverso addirittura l'impiego di droghe.
Filostrato (fine del II secolo d.C.), nel suo trattato sulla ginnastica in cui descrive le caratteristiche ideali per le varie discipline atletiche, rimprovera gli allenatori del suo tempo di non imporre pratiche sufficientemente rigorose, come il bagno nell'acqua gelida dei corsi di montagna o il dormire sul terreno distesi su pelli d'animale; consigliava però cautela nell'allenamento, quando il clima fosse troppo caldo e umido.