Ludi Magni o Romani. Questi ludi, istituiti durante la monarchia, furono ripristinati grandiosamente nel 240 a.C., dopo la I guerra punica, con corse di carri  e cavalli, con gare ginniche e con ludi scenici.

Ludi Plebei. Istituiti secondo alcuni dopo la cacciata dei Re e secondo altri dopo la secessione della plebe sull'Aventino, divennero stabili nel 216 a.C., periodo critico della II guerra punica, o, un po' prima, con la fondazione del Circo Flaminio, dove trovarono una sede a loro riservata. Questi ludi dovevano infatti ricordare la riconosciuta sovranità popolare e si celebravano dopo il banchetto sacrificale in onore di Giove che si svolgeva nel tempio capitolino il 4 novembre. Dapprima durarono un paio di giorni, poi passarono a 14 giorni, dal 4 al 17 novembre, di cui gli ultimi tre erano destinati a giochi circensi che consistevano in corse tra uomini e cavalli tenuti per il morso, o tra uomini e carri da lavoro, in base ad un'antica tradizione.

Ludi Cereales o Ceriales o Cerealia. Si svolgevano dal 12 al 19 aprile e comprendevano, oltra al sacrificio a Cerere di una scrofa, anche delle processioni notturne che si snodavano tra una folla festante che lanciava a piene mani noci e dolci. Quindi nel circo seguivano delle corse di cavalli e una caccia alle volpi ricca di significati magici, di fecondazione e di purificazione dei campi.

Ludi Apollinares. Presentano qualche elemento di ellenismo e furono istituiti nel 212 a.C. per oracolo dei Libri Sibillini, letti dal pretore urbano Marco Attilio, durante la II guerra punica. L'oracolo, oltre ad annunciare la disfatta di Canne, prometteva a Roma la vittoria se fossero stati organizzati dei ludi votivi ad Apollo. In quell'occasione, scrive Livio: "Il popolo vi assistette con corone di fiori. Le matrone romane pronunciarono delle suppliche. Vennero aperte le porte delle case, si banchettò allo scoperto e quel giorno fu segnato da una quantità di cerimonie d'ogni genere". Si celebrarono dal 5 al 13 luglio, resi stabili dal 209 a.C., quando il pretore Licinio Varo lo decise, con la lex Licinia, a seguito di una pestilenza. Essi consistettero in ludi scenici e, nell'ultimo giorno, in gare nel Circo Flaminio.

Ludi Megalenses. Si celebravano in onore della Mater Magna o Cibele dal 4 al 10 o 12 aprile e terminavano quando avevano inizio i ludi Cereali. Essi vennero istituiti nel 191 a.C., quando sul Palatino venne dedicato un tempio alla Mater Magna, venerata in una pietra caduta dal cielo e trasportata a Roma da Pessinunte nel 205 a.C. Durante questi giochi, dopo il sacrificio di una giovenca giovane, si svolgevano competizioni in special modo teatrali, si portavano ricche offerte alla dea, si parteciapava a un lectisternium* e si organizzavano conviti che spesso degeneravano in orge. Si trattò comunque di un culto importato dall'Oriente.

*lectisterium: banchetto in onore degli dei alle cui immagini, poste sopra cuscini (lecti), si offrivano squisite vivande (Livio 5,13,6)

Ludi Florales o Floralia. Anche questi ludi vennero istituiti per oracolo della Sibilla nel 238 a.C. (Plinio, Nat. Hist. XXVIII, 69), per propiziare la primavera, quindi stabilmente dal 174 a.C., dopo alcuni anni di scarsi raccolti, attribuiti proprio al fatto di averli trascurati. Essi si svolgevano dal 28 aprile al 3 maggio e nel circo si dava la caccia ad animali domestici, conigli, capre, lepri, spesso rincorsi da prostitute, cosicchè i ludi degeneravano in spettacoli sfrenati e licenziosi. Il pubblico vi assisteva vestito in maniera piuttosto sgargiante, perchè le vesti colorate simboleggiavano i fiori e i presenti si gettavano l'un l'altro sementi di vario tipo.